Il silenzio: come e perché coltivare la quiete nella vita

Il silenzio oggi giorno è qualcosa che raramente si cerca, anzi spesso si evita a tutti i costi. Molte persone infatti iniziano la loro giornata con la televisione, la continuano con il rumore del caos o magari  dell’ambiente di lavoro, sono costantemente disturbati dai messaggi che arrivano nello smartphone, e spesso finisco addirittura per addormentarsi con la tv accesa.

Se si vuole andare verso un benessere psicofisico che duri nel tempo, bisogna cercare di ridurre al minimo le situazioni che creano caos esterno perché queste influiscono moltissimo sulla quiete interiore.

Bisognerebbe invece coltivare ricercare e coltivare di più il silenzio perché ha molti aspetti positivi: è un grande insegnante, ci permette di conoscerci meglio, ci fa rivolgere lo sguardo internamente, ci permette di riflettere e prendere decisioni migliori.

Insomma è un grande amico con cui possiamo stare ogni volta che ne abbiamo bisogno.

Grazie allo yoga e alla meditazione abbiamo l’opportunità di coltivare questo aspetto della nostra vita che è molto più importante di quello che solitamente si pensa.

In questo articolo approfondirò il problema della mancanza di silenzio nella quotidianità, perché è importante coltivarlo, i vari tipi di quiete che esistono ed infine ti darò anche qualche consiglio per coltivare il silenzio, sia quella esterno che quella interiore.

Buona lettura! 😉


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La mancanza di silenzio: un problema sempre più comune

Mancanza di silenzio

Anche se a volte il silenzio può sembrare qualcosa di non naturale, bisogna metterci in testa che la quiete è la cosa più naturale al mondo. Purtroppo però, vedendola dal punto di vista di un uomo moderno immerso nella sua quotidianità e magari che vive in una metropoli, può sembrare che non sia così.

Molte persone infatti sono talmente impegnate nelle loro attività quotidiane che trovare un attimo di silenzio sembra un impresa quasi impossibile.

Questo stato di mancanza di silenzio è una tante cause di molti problemi interiori come ad esempio stress, ansia, mente agitata, mancanza di consapevolezza, iperattività, tensioni nel corpo (mal di schiena, torcicollo, depressione etc…) etc… la lista sarebbe molto lunga.

Può sembrare non correlato affatto a questi disturbi ma, riflettendoci bene e guardando oltre la punta del proprio naso, si può capire che la mancanza di quiete nella propria vita porta all’agitazione mentale, che a sua volta crea innumerevoli altre problematiche.


Il silenzio ed i suoi benefici

I benefici del silenzio

Qualche anno fa, quando feci il mio primo ritiro di meditazione e venni a sapere che doveva essere rispettato il nobile silenzio, avevo quasi paura di starmene per 3 giorni senza parlare. Non ero mai stato per tutto questo tempo circondato da una profonda quiete e, ad essere sincero la cosa mi turbava abbastanza, tanto da avere dei dubbi se andare o no.

Per fortuna non ho lasciato che questi pensieri influenzassero la mia decisione e sono andato lo stesso.

Da quel ritiro mi si è aperto un modo e da allora non ho più smesso di coltivare il silenzio per numerose ragioni:

  • Il silenzio permette di guardarci dentro e di conoscerci meglio;
  • La quiete esterna porta calma mentale;
  • L’assenza di rumori continui permette di vivere più intensamente il qui ed ora, l’unico momento che conta veramente;
  • L’assenza di rumori esterni artificiali ci permette di entrare maggiormente in contatto con la natura e la sua musica;
  • Il silenzio permette di osservare più chiaramente la mente ed i pensieri;
  • Quando si è circondati da un ambiente silenzioso ci si calma e ci si sente più rilassati;
  • Permette di prendere decisioni migliori e di non essere preda delle reazioni inconsapevoli che sono favorite dal caos;
  • La quiete inoltre permette anche di stare più in contatto con il respiro, che a sua volta aiuta a coltivare il momento presente;
  • Permette di gestire meglio la propria energia.

Non pensavi che starsene in silenzio potesse portare tutti questi benefici vero?

Inoltre è importante dire che non c’è un solo tipo di silenzio, bensì più di uno.

Andiamo a scoprirli…


La quiete interiore

Pace mentale e silenzio interiore

Finora abbiamo parlato soprattutto del silenzio esterno.

Il silenzio fuori di noi però è solamente uno strumento che possiamo usare per ritrovare un altro tipo di silenzio: quello interiore.

Se pratichi yoga o meditazione sicuramente saprai di cosa sto parlando perché probabilmente è una sensazione che hai già sperimentato.

E’ una condizione che non è facile affatto trovare ma grazie alla pratica possiamo riuscirci. Ogni volta che pratichiamo le posizioni dello yoga, che facciamo un esercizio di pranayama o che pratichiamo una tecnica di meditazione stiamo in qualche modo coltivando il silenzio interiore.

Questa quiete mentale ha un enorme valore perché ci permette di conoscerci meglio, di vedere la realtà per quella che è e di non essere continuamente in balia dei propri condizionamenti. Quando internamente regna il caos, siamo in preda di Maya (l’illusione) e di Avidya (l’ignoranza spirituale), che condizionano incredibilmente le nostre vite.

Quando invece, grazie alla pratica costante dello yoga, riusciamo a trovare il silenzio interno, queste due grandi nemiche dei ricercatori, cessano per un breve periodo di influenzare la nostra vita e si sperimenta una maggiore libertà.

Quando si comincia a praticare yoga, spesso non si capisce e non si percepisce la quiete del corpo e della mente, ma con il passare del tempo i momenti di silenzio interiore sono sempre più frequenti.

Ogni praticante dovrebbe usare questi piccoli traguardi per rafforzare la propria forza di volontà e intensificare la pratica, la quale porta sempre più silenzio, calma e pace nella propria vita.


Il silenzio nel corpo

Il silenzio interiore

Il silenzio fuori di noi può essere usato per ritrovare la quiete mentale, ma quest’ultima dovrebbe andare di pari passo con il silenzio del corpo.

Con questo mi riferisco allo stato di rilassamento del corpo che a sua volta porta al rilassamento mentale.

Molti praticanti pensano di poter progredire sul proprio cammino spirituale senza affrontare le difficoltà delle asana ma se il corpo non è in salute, neanche la mente lo sarà.

Se non c’è silenzio nel corpo, difficilmente ci sarà quiete nella mente.

Per questo è fondamentale che qualsiasi praticante inizi a fare yoga praticando le asana, altrimenti difficilmente potrà meditare in tranquillità.

Come spiego più volte in YogAsana (il manuale sulle posizioni base dello yoga), se non si apre il corpo, se la schiena non è in salute, se non si porta consapevolezza nelle varie zone e se non si eliminano le tensioni nei muscoli, difficilmente un praticante potrà sedersi in una qualsiasi posizione meditativa e praticare per lunghi periodi la meditazione.

Un’altro aspetto molto importante per far si che nel corpo ci sia quiete, e quindi salute, è cercare di mantenere in equilibrio i 5 elementi.

Come spiegato approfonditamente nella guida RiequilibrioElementare, secondo l’Ayurveda, quando uno o più elementi sono fuori equilibrio si manifesta la malattia. Grazie ad una pratica mirata possiamo eliminare gli squilibri interiori e ritrovare la salute, che a sua volta porta silenzio interiore.

Ricorda che la pace interiore e la salute sono 2 facce della stessa medaglia e vanno di pari passo.


Mauna, il nobile silenzio

Mauna il nobile silenzio

La parola “Mauna” in sanscrito significa silenzio e ci si riferisce alla pratica spirituale che si fa in alcuni luoghi e per alcuni periodi di tempo. Questa quiete viene anche definita “nobile silenzio“, aggettivo che si riferisce al fatto che è un modo per aprirci al sacro.

Di questa pratica se ne parla in molti libri sullo yoga e dove viene spiegato che è un modo per andare in profondità dentro noi stessi e connettersi con il Purusha. Il nobile silenzio può essere praticato in varie forme e, se per caso hai partecipato ad un ritiro dove si segue questa regola, sicuramente avrai sperimentato che questa è una pratica molto profonda che favorisce incredibilmente l’introspezione.

Se ancora non ne hai avuto l’occasione, ti consiglio di farlo. E’ bellissimo starsene per qualche giorno in completo silenzio con se stessi.

Inoltre, come scritto nella Bhagavad Gita, il silenzio non dovrebbe avvenire solo grazie alla bocca, ma dovrebbe esserci soprattutto nella mente. E’ la quiete interiore infatti che ci permette di sperimentare quello stato che va oltre l’Ego, i pensieri, le emozioni, e ci fa sperimentare l’unione con il nostro Sè.

Anche Patanjali negli Yoga Sutra si riferisce alla quiete mentale, la quale può essere raggiunta con la pratica del Kriya Yoga, mettendo in pratica Tapas, Svadhyaya e Isvara Pranidhana, 3 degli importantissimi Niyama.

La pratica del silenzio è talmente importante che si possono trovare molti esempi di grandi yogi che nella loro vita l’hanno seguita per molto tempo.

Per esempio Ramana Maharshi spontaneamente decise di trascorrere molti anni in completo isolamento ed in totale silenzio. Esperienza che lo trasformò completamente.

Mauna inoltre è considerata anche una forma di tapas. Swami Sivananda consiglia a tutti di praticare il nobile silenzio per almeno 1 o 2 anni, cosa che sembra impossibile per chiunque viva nella società moderna.

Secondo lui molta energia viene dissipata con le parole inutili e molte persone neanche si rendono conto di questo. Praticando mauna invece questa energia è usata per calmare la mente, praticare yoga più intensamente, meditare, evolversi spiritualmente e proseguire sul proprio cammino interiore. Permette di rafforzare la forza di volontà, di essere stabili in Satya (verità), di controllare la rabbia e le altre emozioni, donando un’incredibile pace mentale.


Consigli per coltivare il silenzio e la quiete nella vita

Silenzio nella vita

In questo ultimo paragrafo, prima di salutarti, vorrei suggerirti qualche consiglio per coltivare i vari tipi di silenzio nella tua vita:

Il silenzio esterno

  • Spegni la televisione e guardala il minino necessario. Stessa cosa per la radio.
  • Stai il più possibile in mezzo alla natura e riduci i rumori artificiali.
  • Silenzia lo smartphone e usalo solo quando ne sei obbligato.
  • Ritagliati dei momenti per stare da solo/a, in silenzio chiaramente.

Il silenzio nel corpo

  • Pratica asana quotidianamente.
  • Al mattino fai yoga iniziando la giornata con qualche saluto al sole, i 5 riti tibetani oppure con una sequenza di yoga specifica per iniziare la giornata (ne trovi alcune in EasyYoga, il manuale per iniziare a fare yoga in modo semplice ed efficace).
  • Prenditi cura della tua schiena costantemente. Nello yoga, per farti capire l’importanza che si da alla colonna vertebrale, si dice che l’età di una persona non si vede dagli anni ma dalla sua schiena. Proprio per la sua importanza ho creato un programma settimanale per combattere il mal di schiena: AddioMaldiSchiena.
  • Combatti la pigrizia con dell’attività fisica.
  • Cammina il più possibile. Siamo fatti per camminare non per stare costantemente seduti nelle auto, sui divani o sulle sedie.

Il silenzio nella mente

Il silenzio della mente e di come fare per coltivarlo, è uno degli argomenti più importanti di Meseditazione, il corso di AtuttoYoga per imparare a meditare in un mese. Se non sai come farlo o vuoi migliorare la tua pratica, dagli un’occhiata.


Questi sono solo alcuni consigli che mi sono sentito di darti.

E tu come coltivi il silenzio nella tua vita?

Fammelo sapere nei commenti 😉

Spero che questo articolo ti sia stato utile a farti riflettere sul silenzio, sulla sua importanza, sui vari tipi di quiete che esistono e come fare per ritrovare il silenzio interiore.

Ora sta a te cercare di mettere in pratica quanto scritto 😀


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Grazie e namaste! 😀


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*Immagini tratte da Bigstock

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