Benessere psicofisico e autoguarigione con lo yoga e la meditazione 4.9/5 (10)

Ti è mai capitato di ammalarti proprio in un giorno importante? Quando dovevi affrontare una prova o sostenere un esame impegnativo?

Non mi riferisco per forza a malattie gravi! Magari un semplice raffreddore o un’influenza che però ti ha costretto a letto per diversi giorni… proprio quei giorni in cui dovevi essere al “top”. Scommetto di sì! Ed inoltre, sono certa, che ti sei domandato: ma perché proprio a me? Perché proprio oggi?

Posso capire la tua stizza, perché in quei momenti ci si arrabbia inutilmente con il malanno in questione…

Ma ti sei mai chiesto quale sia il “significato” della tua malattia? Quanto conta mantenere un “benessere psicofisico” costante? E come può aiutarti lo yoga?

In questo articolo affronteremo approfonditamente tutti questi argomenti, dall’origine del problema alla soluzione di “autoguarigione”.

Buona lettura… 😉


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La malattia dal punto di vista psichico e spirituale

malattia dal punto di vista spirituale

Fino a qualche decennio fa la medicina “tradizionale” attribuiva ad agenti esterni, come microbi e virus, le uniche fonti da cui scaturiva la malattia, ma con le recenti scoperte che spaziano dalla medicina “psicosomatica” alle “neuroscienze”, questa concezione è stata superata.

Oggi il risultato delle ricerche scientifiche mette in luce come qualsiasi tipo di malattia sia di origine psichica, compresi i tumori ed esclusi solo i malesseri di origine traumatica.

In poche parole tutto inizia da una perdita del benessere psicofisico naturale.

Siamo di fronte ad un ribaltamento completo del concetto di malattia.

Approfondiamo…

In psicoanalisi si è studiato che la malattia è una regressione a un’età precedente, l’età dell’infanzia più felice. Ciò significa che ci ammaliamo quando abbiamo più bisogno d’affetto, ed è come se volessimo tornare indietro nel tempo, a quando eravamo bambini, e tutte le attenzioni erano su di noi.

Questa è la nostra richiesta inconscia che elaboriamo, per esempio, quando ci colpisce l’influenza e abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia una forma di assistenza.

Per la psicoanalisi la malattia può essere:

  • Sadica: è una forma di “ribellione” verso qualcuno che in qualche modo ci ha costretto ad ammalarci. E’ come un ricatto verso nostro marito, o verso i nostri genitori, è come se il corpo dicesse: “tu non mi consideri, non dai abbastanza amore, e adesso ti tocca occuparti di me!”
  • Autopunitiva: è una forma di “autopunizione” appunto, quando facciamo qualcosa che va oltre la nostra etica, la nostra morale, ci pentiamo e ci puniamo a tal punto da stare male fisicamente.

Questa visione non è molto distante dalla filosofia orientale.

Ricordiamo le parole di Paramahansa Yogananda:

“Il corpo è letteralmente plasmato e sostenuto dalla mente. […] La fragilità fisica ha un’origine mentale, preso in un circolo vizioso, il corpo, legato alle abitudini, ostacola la mente. Se il padrone si lascia comandare da un servo questo diventa un vero autocrate; allo stesso modo la mente diventa schiava del corpo, se si sottomette alla sua dittatura.”

Paramahansa Yogananda in Affermazioni scientifiche di guarigione

Ora andiamo a vedere come la malattia insorge…


La perdita del benessere psicofisico e l’insorgere della malattia

perdita benessere psicofisico e malattia

E’ ovvio che esistono batteri, virus, parassiti, malattie infettive e chi più ne ha più ne metta! Essi sono nascosti nell’atmosfera, si assumono respirando o attraverso un qualsiasi contatto umano.

Questi infiniti agenti esterni sono sempre in agguato e possono entrare in contatto con il corpo umano da un momento all’altro, attaccandolo e mettendolo a dura prova di resistenza…

Il risultato più frequente? La malattia.

Ma se così fosse saremmo tutti malati ogni giorno! Per cause diverse certo, ma comunque in uno stato perenne di malessere… invece non è così! Non tutti si ammalano.

Cosa determina l’insorgere della malattia allora?

L’alta predisposizione ad ammalarsi, avendo le difese immunitarie basse.

Le difese immunitarie sono la chiave del benessere psicofisico dell’organismo umano, ed è proprio su di esse che entra in gioco e agisce il “pensiero”.

Se hai letto il mio precedente articolo sul pensiero positivo sai di cosa sia capace la mente umana e di quali negatività possa generare. Ebbene, i pensieri negativi ti “tirano giù”, oltre che moralmente anche fisicamente, producendo un fenomeno di “diminuzione delle difese immunitarie”.

Ovviamente tu non te ne rendi conto e mentre sei intento a crogiolarti perché sei stato lasciato dalla fidanzata ecco che quello stesso giorno, magari, prendi l’influenza.

Non è una casualità! In quel determinato momento sei molto più fragile del solito. Pensi che sia una cosa che ti riguarda solo internamente ma in realtà se la tua mente è in uno stato di sofferenza lo è anche il corpo.

Perché la persona è “composta” da tre dimensione strettamente connesse tra loro: corpo, mente e spirito.

Il vero problema della medicina “tradizionale” è che non tiene conto del corpo umano nella sua totalità, ma lo “spezzetta” in diversi apparati che vengono conseguentemente seguiti da diversi specialisti.

Oltre alla divisione tra gli apparati, vi è quella ancor più innaturale tra corpo e psiche, come se l’uno potesse fare a meno dell’altra e viceversa.

Per quanto riguarda l’anima invece, non c’è nessuna cura, poiché non essendo dimostrata scientificamente la sua consistenza per i nostri medici non esiste.

La medicina orientale si contrappone totalmente a questa visione, riprendendo dagli antichi il principio fondamentale dell’uomo nella sua totalità.


Il significato della malattia nella filosofia orientale

la malattia nella fiolosofia orientale

A differenza della medicina tradizionale, che individua la malattia come qualcosa di “malvagio” per l’organismo, da sconfiggere il più velocemente possibile, con l’ausilio di terapie più o meno invasive, la filosofia orientale vede nella malattia la possibilità dell’uomo di evolversi.

La malattia è quindi “portatrice” di messaggi di evoluzione e positività.

Partendo da questo concetto fondamentale, a livello karmico la malattia può essere vista sotto tre diversi aspetti, tutti positivi:

  • Un ostacolo da superare: secondo la legge del Karma tutta la nostra vita è il frutto di una scelta intrapresa nella vita precedente. Scegliamo (o meglio riceviamo) quindi la nostra famiglia, il nostro lavoro e le esperienze che ci servono per crescere. Ebbene, la malattia ha proprio quest’ultimo scopo, quello di farci maturare ed evolvere superandola.
  • Una pausa: a volte abbiamo bisogno di “staccare la spina” dalla frenetica quotidianità. La malattia subentra quando superiamo il massimo livello di “sopportazione dello stress”, livello che varia da persona a persona, a seconda del carattere e della tolleranza di cui si è dotati. L’origine dello “stress” può essere di vari tipi: lavoro, famiglia ecc. La malattia in questo caso è una sorta di “difesa personale” utile per distaccarsi dai problemi esterni, ritrovando il Sè interiore. Il tutto concorre a ricaricarsi di nuove energie fondamentali per ritornare ad affrontare la quotidianità.
  • Un campanello d’allarme: la nostra particolare sintomatologia ci segnala cosa non va in noi. Se ogni volta che ci ammaliamo, prima di correre ai ripari con farmaci e quant’altro ci fermassimo a riflettere sui sintomi e sulle cause, avremo più chiari anche i nostri problemi interiori.

Per esempio: se soffriamo di mal di testa cronico, magari è perché abbiamo perso il nostro equilibrio psicofisico, magari continuiamo ad avere un pensiero fisso che ci assilla e non ci fa dormire la notte.

Inutile imbottirsi di analgesici!

Se risolviamo il problema alla radice, risolveremo anche il mal di testa, il mal di schiena , o qualunque cosa stiamo affrontando.

Nel nostro corpo e nella nostra mente ci sono capacità innate di autoguarigione…


Cos’è l’autoguarigione?

autoguarigione

Avrai senz’altro sentito parlare di molteplici tecniche di autoguarigione, purtroppo questa parola oggi ha più il significato di un fenomeno di marketing che altro.

La maggior parte dei libri che ho letto, utilizzano parole importanti per descrivere semplici nozioni, e sono pieni di pagine che ripetono sempre gli stessi concetti.

Per non parlare delle conferenze a cui ho assistito: spesso mi trovavo in aule gremite di gente, per sentire cose con cui non sono d’accordo dette dal “life coach” di turno.

Con questo non voglio certo dire che il mondo delle tecniche di autorguarigione sia falso e tutto inventato, ma soltanto che c’è una certa confusione comune al riguardo. Dopo tante ricerche sviluppate su più fronti, ti presento ciò che ho imparato, ma soprattutto, ciò in cui credo davvero.

Ma cos’è realmente l’autoguarigione? Come puoi metterla in atto?

L’autoguarigione è il processo meccanico e inconscio messo in atto dal corpo umano ogni volta che viene attaccato dalla malattia, di qualunque tipo essa sia.

E’ assolutamente inconscio perché noi non ce ne rendiamo conto e viviamo con la convinzione che sia “normale” essere in salute.

Questa convinzione è errata!

Il benessere psicofisico potremmo definirlo come uno “status naturale” dell’individuo ma non per questo deve essere dato per scontato. Va coltivato e soprattutto mantenuto, giorno dopo giorno: il benessere psicofisico è come un regalo che ci arriva dall’alto, bisogna averne cura.

In che modo?

Attraverso lo yoga e la meditazione!


La meditazione per guarire

meditazione per guarire

Come ho accennato sopra, ci sono innumerevoli tecniche di autoguarigione, ma a mio parere, nessuna è comparabile alla meditazione.

Questa è l’unica pratica che ti permette di entrare in connessione con qualcosa di superiore all’uomo.

Puoi trarre grande beneficio dalla meditazione purché sia praticata in maniera costante. Perchè l’autoguarigione sia efficace si consiglia di meditare quotidianamente, se non ci riesci, ricordati di praticarla non meno di tre volte la settimana.

Il momento propizio è la sera, prima di andare a dormire, magari dopo una dolce pratica di hatha yoga o in alternativa puoi fare yoga al mattino e meditazione la sera. Il tempo di meditazione varia dai 10 ai 12 minuti, a tuo piacimento.

Se hai un qualsiasi malessere puoi provare ad eseguire questo esercizio meditativo:

  1. Siediti comodo a gambe incrociate in un ambiente pulito e ordinato
  2. Concentrati sul respiro: approfondiscilo e rallentalo utilizzando il diaframma
  3. Entra in uno stato di “profonda calma”
  4. Visualizza il muscolo o l’organo in particolare che è affetto dalla malattia
  5. Immagina una luce brillante che parte dal tuo cuore e si irradia verso la tua “parte dolente”
  6. Adesso che vedi la luce tutt’intorno alla “parte dolente” formula un pensiero di positività come per esempio: “Che la mia energia positiva possa darti sollievo e benessere”
  7. Ritorna a visualizzare la luce che ora si espande in tutto il tuo corpo
  8. Sviluppa il desiderio di avere il controllo del malessere in questione e poterlo annientare
  9. Infine, dedica i pensieri positivi originati dalla meditazione a tutti le persone che conosci (i tuoi amici, parenti ecc.) e augura loro di vivere a lungo ed in salute

Attraverso questa meditazione riuscirai, man mano che la pratichi, non solo a diventare cosciente del tuo malessere, ma anche a “contestualizzarlo” all’interno del tuo corpo per non identificarti con esso.

Il male che ti affligge deve essere eliminato, è qualcosa all’interno di te ma non identificabile con te. Tu sei un’altra entità, più complessa e più potente.

La meditazione porta ad una trasparenza mentale, che conduce alla consapevolezza la quale a sua volta favorisce e velocizza il processo di autoguarigione naturale.

Per saperne di più sulla meditazione ti consiglio di leggere anche i seguenti articoli:

Oltre alla pratica della meditazione uno stile di vita sano ed equilibrato è fondamentale per stimolare le difese immunitarie.

“Il corpo senza difese immunitarie è come un guerriero che va in guerra senza armatura” dico io.

Come dotare il nostro guerriero (ovvero noi stessi) di una robusta armatura?


Abitudini yogiche per il benessere psicofisico

Abitudini per benessere psicofisico

Ecco le buone abitudini per alzare il livello di immunità, riuscendo a raggiungere e a mantenere il benessere psicofisico:

  • Pratica yoga quotidianamente: sono sufficienti 20 minuti al giorno di yoga per energizzare il tuo organismo. Puoi scegliere se praticarlo alla mattina appena sveglio o la sera, prima di andare a dormire. Siccome il tempo è limitato, ti consiglio esercizi di riscaldamento per la cervicale, la testa e le spalle, per poi passare alle torsioni e magari concludere con un breve rilassamento profondo.
    • Se vuoi iniziare a fare yoga o comunque hai iniziato da poco tempo ti consiglio di dare un’occhiata a EasyYoga, la guida per cominciare a praticare yoga in modo semplice ed efficace. Se invece già pratichi da tempo e vuoi approfondire la pratica degli asana puoi approfondire la pratica con YogAsana, la guida alle posizioni base dello yoga.

  • Pratica atti di altruismo e generosità: nella nostra cultura c’è l’insana credenza che se fai un gesto buono in qualche modo ti “privi” di qualcosa per darlo a qualcun altro. Non è così! In realtà, mettendo in pratica atti d’amore verso le persone che conosci (ma anche sconosciute) produci ed emani “energia positiva” che una volta messa in circolazione ti ritorna indietro cento volte più potente. Ovviamente il primo a sentirti appagato sei tu. Ci hai mai fatto caso?
  • Attenzione all’igiene: lo yoga ci insegna che la pulizia esteriore del corpo riflette quella interiore dell’anima, quindi bisogna prendersi cura del proprio corpo tenendolo pulito e profumato. Oltre alla quotidiana pulizia è consigliabile fare una rapida doccia tutte le sere. Questa pratica è utile per rimuovere tutte le energie negative accumulatesi durante la giornata. Altre pratiche molto utili per mantenere il corpo pulito sono jala neti, cioè il lavaggio nasale, e anche la pulizia della lingua che viene fatta grazie al nettalingua.
  • Attenzione alla dieta: l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel determinare la salute. Scegliere dei cibi sani (soprattutto quando si mangia fuori casa) non è sempre facile ma è importante impegnarsi a seguire una dieta basica e non troppo pesante. Meglio una dieta vegetariana evitando possibilmente cibi fritti e dolci. Inoltre è consigliabile mangiare poco per più volte al giorno. No alle abbuffate!

Conclusione

In questo articolo ho descritto la malattia sotto vari punti di vista, facendo una “carrellata” generale di come è percepita: partendo dalla psicoanalisi, passando dalla medicina tradizionale, per approdare alla medicina orientale.

Inoltre ho spiegato l’importanza della meditazione ed individuato una tecnica che puoi applicare ogni volta che insorge un malessere e vuoi ritrovare il tuo benessere psicofisico.

Se hai qualche acciacco, perché non provarla subito?

Fammi sapere nei commenti se funziona!

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anche io sono molto contento.

Grazie e namaste 😀


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*Immagini tratte da Bigstock

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