Ego: come riconoscere l’Io e come combatterlo efficacemente

Se pratichi yoga da tempo, sicuramente avrai sentito la parola Ego.

Praticamente quasi tutte le tradizioni spirituali parlano dell’Io (che è un altro modo di chiamare l’Ego) come un grande ostacolo sul proprio cammino.

Non solo le tradizioni, ma anche tutti i più grandi leader spirituali del mondo parlano dell’Ego come una delle principali fonti di sofferenza.

Ma che cos’è esattamente l’Io? Come nasce? Che cosa provoca? E soprattutto, come puoi combatterlo?

Lo scoprirai in questo articolo.

Buona lettura 😉


Che cos’è l’Ego

Che cosa e ego

L’Ego, conosciuto anche come “Io”, è un concetto che in occidente viene usato per la prima volta da Freud per descrivere la tripartizione della psiche:

  • Es: è la parte istintiva e animalesca dell’uomo.
  • Super io: è la coscienza.
  • Ego: che si trova tra i due aspetti psichici precedenti.

Senza addentrarci troppo nella psicanalisi, possiamo definire l’Ego come il risultato della nostra identificazione con il mondo e con il ruolo che abbiamo nella nostra vita.

In poche parole ogni volta che c’è di mezzo l’Io, il Mio, il Me possiamo dire che è coinvolto l’Ego.

L’Io è la conoscenza che abbiamo di noi stessi, la quale però si bassa spesso su credenze, filtri ed esperienze passate.

L’Ego è formato da ciò che crediamo di essere, da ciò che pensiamo del nostro corpo, dall’identificazione con le nostre emozioni, dai nostri desideri, dai nostri schemi mentali, dalle nostre abitudini etc…

Tutto questo crea una seconda pelle, una sorta di maschera, che usiamo continuamente per relazionarci con il mondo.


Come nasce l’Io

Come nasce l Io

Prima di andare ad approfondire la visione dell’Ego secondo lo yoga, è importante farsi una domanda.

Da cosa nasce l’Io? 

Te lo sei mai chiesto?

Dopo aver riflettuto molto su questa domanda e letto vari libri su questo argomento, sono arrivato alla conclusione che è il passato che crea il nostro Io.

Non è tanto il passato stesso, quanto l’attaccamento ad esso che fa insorgere l’Io.

E’ proprio l’attaccamento a quello che siamo stati, a quello che abbiamo studiato, alle nostre esperienze, ai nostri ricordi, alle persone che abbiamo conosciuto che fa nascere nelle nostre menti l’idea di quello che siamo.

Ed è così che si crea una sorta di filtro mentale attraverso il quale vediamo la realtà. Ognuno di noi infatti, non vede la realtà per quello che è, bensì con gli occhi del suo passato.

Questo succede a tutti, ma non tutti si danno da fare per distruggere questo filtro.

Per farlo è importante lasciare andare il passato e prenderlo per quello che veramente: qualcosa che è passato e che è finito.

Il passato può esserci utile per crescere e non commettere gli stessi errori nuovamente, ma è importante non lasciare che il passato condizioni la calma mentale del presente o quantomeno cercare di far si che lo condizioni il meno possibile.

Ricorda che il momento presente è la cosa più importante e per viverlo al meglio bisogna essere liberi dai filtri del passato.

Approfondimenti:


L’Ego e lo yoga

Nello yoga l’Ego è un aspetto importantissimo perché è un grande ostacolo che, prima o poi, qualunque praticante incontra nel proprio cammino spirituale.

Molti problemi della vita infatti, anche se sembrano avere altre cause, se si va più in profondità si può vedere che la causa principale è proprio l’Io.

Questo ce lo conferma anche Patanjali negli Yoga Sutra, il quale inserisce l’Ego (Asmita) nelle 5 afflizioni della mente (Klesha).

Uno degli scopi dello yoga è l’unione dell’anima individuale con quella universale (Purusha) ma questa non può avvenire se prima non combattiamo l’Io. Infatti, più siamo centrati sull’Io e più siamo fuori strada.

Solo una volta che l’Ego è stato dissolto ci si può lasciare andare al flusso della vita.

Yoga significa entrare in uno stato di coscienza dove non si è più limitati dal piccolo ego, dalla mente personale, dal vitale personale e dal corpo, ma dove si è in unione col supremo Sé o con la coscienza universale.

Sri Aurobindo


L’Io e la non visione

Io e non visione

Parlare di Ego è facile, ma vederlo chiaramente nella propria vita è molto più difficile. Molte persone infatti sono in balia del loro stesso Ego e conducono una vita nella quale tutto gira intorno al proprio Io, il tutto senza rendersene conto.

Quando questo succede, si è praticamente come ciechi che camminano in una strada piena di buche profonde.

Perché succede questo?

La causa di tutto questo è l’Avidya, un altro klesha, cioè la cosiddetta non visione, ignoranza spirituale, inconsapevolezza.

L’Ego infatti trova terreno fertile nelle menti inconsapevoli, che è dove può crescere indisturbato. Asmita e Avidya infatti si supportano a vicenda. Più si è inconsapevoli e più l’Io prenderà il sopravvento influenzando enormente la nostra vita.

Perciò, se vogliamo eliminare l’Ego e vivere una vita più libera, è importante agire su entrambi questi klesha.

Ma come fare per combattere la non visione ed essere più consapevoli dell’Io?

La pratica è l’unica soluzione.

Leggi anche: Aumentare la consapevolezza: 6 modi per allenarsi tutti i giorni


L’Ego sul tappetino e sul cuscino

Ego sul tappetino

La prima cosa che dobbiamo fare per combattere l’Ego è individuarlo. Se non lo vediamo chiaramente in noi, nella nostra mente e nella nostra vita, non possiamo reprimerlo.

La pratica sul tappetino è senza dubbio la migliore scuola dove possiamo studiare cosa provoca su noi stessi.

Vogliamo fare di più di quello che il corpo può fare, non ci accontentiamo dei risultati raggiunti, non abbiamo pazienza, vogliamo tutto e subito, non vogliamo affrontare le difficoltà delle posizioni, facciamo solo le posizioni che ci piacciono di più etc…

Dietro a tutti questi esempi si cela lo zampino dell’Ego.

Il seguente video permette di riflettere su cosa può succedere quando la pratica è pervasa dall’Io:

Quando questo accade non solo non si sperimentano i benefici dello yoga, ma ci si può anche fare male.

E’ importante perciò sviluppare la consapevolezza di tutto questo e continuare a praticare correttamente senza essere in balia dell’Ego.

Oltre al tappetino, c’è anche un altro luogo dove possiamo studiare come funziona l’Ego e cosa provoca dentro di noi: il cuscino da meditazione.

Quando ci sediamo a meditare infatti osserviamo cosa succede nella nostra mente e qui possiamo vedere, non solo quanto Io c’è nella nostra vita, ma anche la sofferenza che provoca. Più meditiamo e più ci rendiamo conto degli innumerevoli aspetti della vita influenzati dall’Ego. Sia in noi stessi che negli altri.

Naturalmente ci vuole tempo e pratica per diventare consapevoli di queste cose sottili, ma la consapevolezza è un dono che prima o poi arriva, sempre se si pratica correttamente e costantemente.

Approfondimento: Consapevolezza: come essere più consapevoli di sè


L’arma dell’umiltà

Umilta

Senz’altro, quando si inizia a fare yoga, si incontrano molte difficoltà, le quali però ci danno la forza per instaurare una pratica costante. Con il tempo però, quando si vedono i primi miglioramenti, ci si sente più forti, più flessibili e l’Ego inizia a prendere il sopravvento.

E’ a questo punto che bisogna essere consapevoli di cosa sta accadendo e non lasciare che l’Io ci condizioni.

Più mi guardo intorno e più mi rendo conto che molti praticanti sono pervasi da un Ego eccessivo che, a mio avviso, li sta portando verso la direzione sbagliata.

Per evitare che questa accada bisogna combattere l’Ego con l’umiltà, che è una delle migliori armi che abbiamo a disposizione per sconfiggerlo.

Dobbiamo cercare di coltivarla il più possibile nella nostra pratica e, ogni volta che l’Io prova a prendere il sopravvento, dobbiamo difenderci cercando di essere il più umili possibile.

Cerchiamo di essere umili di fronte a qualsiasi insegnante incontriamo nel nostro cammino. Cerchiamo di dare il massimo ogni volta che affrontiamo una posizione senza però esagerare. Cerchiamo di non montarci la testa di fronte ai progressi ed ai benefici ottenuti con la pratica. Cerchiamo di mantenere sempre l’atteggiamento dell’eterno studente.

In questo modo l’Ego difficilmente potrà condizionarci.


Conclusioni

Come già spiegato più volte, l’Ego è uno degli ostacoli dello yoga e prima o poi tutti i praticanti lo incontrano nel proprio cammino.

Una volta incontrato però, è importante riconoscerlo, essere consapevoli di cosa provoca nelle nostre vite e poi combatterlo nel giusto modo.

La lotta inizia nella pratica dello yoga e della meditazione, e continua nella vita quotidiana. Giorno dopo giorno.

L’ego è uno degli argomenti più importanti che vengono trattati in Meseditazione, il corso per imparare a meditare in un mese. Se vuoi approfondire l’argomento e iniziare a liberartene con la meditazione, dagli un’occhiata.

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