Saucha: purezza, purificazione. Mantieni il corpo pulito e la mente pura 4.92/5 (12)

Recentemente ho parlato in generale dei Niyama, le regole di comportamento che uno yogi dovrebbe seguire nel proprio cammino.

Oggi in questo articolo avrai la possibilità di approfondire il primo dei 5 niyama descritti da Patanjali negli yoga sutra: saucha, spesso conosciuto come pulizia.

E’ uno dei principi più importanti perché, secondo lo yoga, il corpo è considerato il tempio della nostra anima e se non è mantenuto puro non si può progredire lungo il sentiero spirituale.

Ecco come Patanjali descrive questo principio:

“La purezza (saucha) comporta l’abbandono della fisicità e la cessazione del contatto fisico con le cose esterne”.

 Yoga Sutra 2.40

Se vuoi saperne di più su saucha leggi questo articolo dove apprenderai che cosa significa “la pulizia yogica”, scoprirai numerosi consigli e varie tecniche per applicare questo principio nella tua vita.

Buona lettura 😉


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Che cosa significa saucha?

Niyama yoga saucha

In sanscrito la parola “Saucha” (a volte scritta “Sauca”, “Shaucha” o “Shauca”) significa purificazione e riguarda la pulizia del corpo, ma non solo.

Il corpo in quanto tempio dell’anima va curato e custodito accuratamente. Se non è pulito è impossibile avanzare sul proprio cammino spirituale.

Nell’Hatha Yoga Pradipica, uno dei testi più importanti di questa disciplina, sono descritti alcuni Kriya di purificazione.

  • Jala neti e sutra neti riguardano la pulizia nasale;
  • Nauli riguarda la pulizia e rafforzamento dell’addome;
  • Dhauti si occupa della pulizia del tratto digestivo superiore;
  • Basti ha a che fare con la pulizia del colon.
  • Kapalabhati riguarda la pulizia dei polmoni e dei bronchi e infine
  • Trataka riguarda la pulizia degli occhi.

Pur non rientrando esplicitamente nei kriya di purificazione, in alcuni testi antichi troviamo indicazioni per purificare la mente e mantenerla libera da tutto ciò che potrebbe distrarre dalla pratica quotidiana dello yoga.

Troviamo inoltre informazioni per l’igiene personale che ha che fare con la pulizia del corpo e il contatto con gli oggetti e gli animali.


La pulizia del corpo e la consapevolezza del contatto

pulizia e purezza corpo

Quando ti lavi liberi il corpo delle tossine che si trovano nella sua superficie.

Il primo approccio con la pulizia è infatti la rimozione delle tossine e delle impurità dal corpo; alcune di queste tossine sono prodotte internamente dall’organismo e si manifestano anche nella sua superficie, altre invece arrivano al corpo dall’ambiente esterno.

Oltre all’igiene personale come fare un bagno o una doccia quotidianamente, è importante che ti lavi le mani spesso e i piedi se cammini scalza o con calzature aperte.

Un altro aspetto della pulizia indicato da saucha è quello di evitare il contatto con alcuni materiali, animali, piante e a volte anche con essere umani che possono minacciare il tuo equilibrio mentale.

Ci sono sostanze che trasmettono impurità che possono disturbare il corpo e la mente; un ovvio esempio sono le feci umane che hanno un impatto negativo molto forte. Anche se gli escrementi sono parte del corpo prima della loro eliminazione, il contatto con l’esterno le rende altamente tossiche per il nostro sistema.

Per quanto riguarda il contatto con gli animali, nelle antiche scritture troviamo il riferimento al contatto con animali che sono considerati da evitare: serpenti, rettili, lucertole. Mentre portano effetti positivi il contatto con cavalli, orsi, elefanti.

Le pratiche a cui si riferisce saucha sono però prevalentemente associate all’eliminazione delle tossine interne in particolare tramite le feci, le urine e i movimenti intestinale.

Leggi anche: Consapevolezza: come essere più consapevoli di sè grazie allo yoga e alla meditazione


La pulizia interna

Pulizia interna corpo

Sono dunque diverse le pratiche di pulizia interna previste da saucha.

La pulizia delle narici o lavaggio del naso o Jala neti è quella più comune e facilmente praticata anche in occidente.

Ecco come praticarla in breve:

  1. In una piccola teiera di acqua o nella cosiddetta lota, l’apposito recipiente indiano, versa acqua tiepida con una puntina di sale marino.
  2. Piega il capo sul lato sinistro, introduci il beccuccio della teiera nella narice destra e respirando dalla bocca, lascia che l’acqua ci scivoli dentro e che esca dalla narice sinistra.
  3. Ripeti poi l’operazione dal lato opposto. Inizialmente utilizza poca acqua per evitare di mandarla nei seni frontali o nei condotti uditivi.
  4. Questa pratica è semplice ed è consigliato eseguirla una volta al giorno o anche alla settimana e libera le narici da impurità e ostruzioni rendendo il respiro libero.

Se vuoi saperne di più su questa pratica di consiglio di leggere anche Jala neti, ecco come fare la doccia nasale

Nauli è invece una pratica che pulisce e rafforza l’addome.

  • Si pratica in posizione eretta con le gambe leggermente divaricate e il busto leggermente piegato in avanti.
  • Richiede l’applicazione dei bandha (le chiusure del primo, terzo e quinto chakra) prima singolarmente e poi insieme; prevede inoltre di agitare e far ruotare i muscoli retti e i muscoli addominali in modo che si muovano da sinistra a destra e da destra a sinistra con un movimento fluido.
  • Occorre ripetere più volte e in sequenza sia i bandha che le rotazioni.
  • Va praticata a digiuno, ad almeno quattro ore dall’ultimo pasto e porta innumerevoli benefici: elimina i disturbi addominali, stimola gli organi addominali rendendoli sani, rimuove la costipazione e incoraggia la peristalsi intestinale.

Più complessa e da praticare seguendo le indicazioni di un maestro esperto è Dhauti, la pulizia del tratto digestivo superiore.

  • Questa tecnica fornisce una pulizia completa del canale digestivo, richiede un tempo di almeno un’ora e l’ingestione di circa due litri di acqua salata.
  • L’acqua ingerita sospinge per osmosi una parte dei liquidi dell’organismo verso il tubo digerente. Si attiva un’azione di spurgo attraverso l’evacuazione completa di tutti i sedimenti che aderiscono alla mucosa dell’intestino crasso.
  • Fra i molteplici benefici che dona al tuo corpo, questa pratica purifica il sangue e disintossica il corpo intero e l’intestino rigenerando la flora intestinale. Cura l’alito cattivo ed elimina la costipazione. Il corpo si rigenera e le energie si riattivano.
  • Si consiglia di praticare ogni quindici giorni.

E’ anche importante mantenere pulita la bocca e la lingua che sono la parte iniziale del sistema digerente.

Oltre alla pratica comune del lavaggio dei denti ti consiglio di utilizzare il nettalingua, uno strumento ayurvedico che serve per pulire la lingua.

Con la pratica Basti, operiamo invece per una pulizia completa del colon favorendo in questo modo l’esplusione di feci ristagnanti e di tossine interne.

  • Questa pratica svolge un ottimo ruolo nella rieducazione del transito intestinale in caso di stipsi e meteorismo e aumenta inoltre le capacità nella respirazione nelle pratiche di pranayama.
  • Gli antichi testi propongono una tecnica complessa che oggi è stata superata dall’enteroclisma una speciale borsa di plastica reperibile in farmacia. Occorre un infuso di camomilla e malva tiepida al quale aggiungere un cucchiaio di olio di oliva; riempire la sacca e poi inserire l’apposita cannula nell’alvo.
  • Stesi su di un fianco, durante Basti è possibile praticare Nauli – la rotazione dei muscoli retti addominali – in modo che l’acqua introdotta nell’intestino circoli in tutte le anse e rimuova completamente la materia fecale. In caso di problemi intestinali e stitichezza è bene praticare almeno una volta alla settimana.
  • Questa modalità può essere sostituita dall’idrocolon terapia fatta nei centri specializzati.
  • Fra gli innumerevoli benefici: energie ritrovate, elimina il gonfiore intestinale, l’alitosi, il meteorismo.

Kapalabhati per purificare i polmoni ed il cervello

Kapalabhati pulizia cervello polmoni

Spesso kapalabhati viene considerato un pranayama, ma si tratta di un processo intenso di pulizia.

La parola Kapalabhati è composta da due parole: kapal che significa cranio e comprende anche i suoi organi interni quali il cervello e il cervelletto che sono influenzati da questa tecnica, e bhati che significa splendente, illuminante.

  • Va eseguito solitamente seduti in posizione facile; i muscoli dello stomaco dovrebbero muoversi liberamente durante tutto il processo.
  • Consiste in una serie di espirazioni brevi e attive, alternate a inspirazioni passive e rilassate. Le intense espulsioni di aria viziata dai polmoni aumentano l’ossigeno nel sangue e ciò viene avvertito soprattutto nel cervello. Occorre iniziare gradualmente per esempio con una o due serie di dieci espirazioni ritmiche , brevi e attive e fin dall’inizio è bene prestare attenzione al movimento dell’addome verso l’alto quando si inspira e verso il basso quando si espira.
  • L’espiro viene eseguito con una spinta ottenuta con l’aiuto dei muscoli dello stomaco. Il diaframma e i muscoli dell’addome si spostano energicamente e l’aria deve essere espirata con l’aiuto di questo movimento.
  • Fra una serie e l’altra trattenere il respiro per alcuni secondi.

Questa pratica purifica l’intero sistema respiratorio, compresi i condotti nasali nella testa, aumenta la capacità polmonare, stimola la circolazione sanguigna, massaggia delicatamente il cuore.

Per approfondire alcuni argomenti trattati in questo paragrafo leggi anche:


Trataka: benefici per gli occhi e per la mente

trataka pulizia occhi e mente

E’ una pratica meravigliosa, il sesto kriya incluso nella saucha; oltre ad essere una pratica di pulizia è utile per coloro che percorrono i primi passi nella meditazione.

  • E’ una pratica in cui lo sguardo è fisso su un oggetto per un tempo definito.
  • L’oggetto più utilizzato in questo pratica è una candela che va posta all’altezza degli occhi ad una distanza di circa un braccio, ma è possibile utilizzare qualsiasi altro oggetto come un punto ben definito sulla parete; lo sguardo fisso provoca la lacrimazione che svolge un’azione di pulizia del canale lacrimale.
  • E’ necessario bloccare il movimento del bulbo oculare o almeno rallentarne il movimento. L’attenzione dovrebbe essere sull’estremità superiore dello stoppino; gli occhi rilassati, lo sguardo costante fino a quando l’esigenza di chiudere gli occhi diventa impellente.
  • Con gli occhi chiusi, con la pratica costante, si dovrebbe cercare di osservare l’immagine interiormente, all’interno delle sopracciglia.

E’ utile per migliorare la funzione ottica interna ed esterna. Ma migliora anche la concentrazione e la determinazione mentale, porta uno stato di rilassamento profondo.

Leggi anche:


Le tossine della mente

tossine per la mente

Mantenere la mente pulita è un processo più complesso è sottile; lo yoga riconosce sei principali forme di ‘pensieri tossici’:

  • i desideri inappropriati,
  • la rabbia,
  • l’attaccamento,
  • l’ignoranza,
  • l’essere egoico e
  • la gelosia.

La natura di questi pensieri è descritta con la parola Kamarupa che significa ‘ciò che ha l’abilità di cambiare forma’ e si riferisce alla natura diabolica della mente che può continuamente cambiare forma ed è in continuo conflitto con l’energia divina che porta pace, felicità e realizzazione.

Se fai attenzione con la pratica possiamo notare che esiste una relazione fra la pulizia fisica e quella mentale.

Quando ci sentiamo puliti dentro e fuori, proviamo una sensazione di appagamento, di benessere e di pace, la mente è meno attiva, il respiro più calmo.

Come Patanjali scrive nei Sutra, se eliminiamo le tossine e le impurità con le pratiche di pulizia, la nostra mente diventerà calma e creativa e potremo dedicarci con maggiore libertà alla pratica dello yoga.

Per approfondire leggi anche: Benessere psicofisico e autoguarigione con lo yoga e la meditazione


Come applicare saucha nella vita di tutti i giorni

Saucha vita quotidiana

So bene che nella vita di tutti i giorni, devi fare i conti con molteplici impegni, con lo stress e con i condizionamenti sociali, ma con semplici accorgimenti puoi avvicinarti quanto possibile alle preziose indicazioni che lo yoga ti propone.

Eliminare le impurità del corpo semplicemente lavandoti con cura ogni giorno; se usi un sapone all’argilla, come questo per esempio, fai si che l’elemento terra entri in contatto con il tuo corpo e questo porterà benefici in termini di equilibrio.

Applica periodicamente un leggero peeling di argilla sulla pelle renderà la pulizia più profonda.

Lavati i spesso le mani soprattutto quando rientriamo in casa e ogni qualvolta vai in bagno; l’acqua in se ha un enorme potenziale nel rimuovere le influenze negative al corpo.

E’ bene ricordare che al momento dell’evacuazione accadono diversi effetti nel tuo corpo: una leggera secrezione nella bocca e un leggero calore sulla superficie degli occhi e dei piedi; per contrastare questi effetti dovresti risciacquare la bocca e il viso dopo l’uso della toilette.

Cerca di seguire un’alimentazione sana e leggera ricca di frutta e verdure per avvicinarci il più possibile ad una dieta yogica che limita il consumo di carne pesce e latticini; in questo modo l’intestino diventerà più forte e lavorerà meglio.

Puoi poi programmare almeno un ciclo di idrocolon terapia all’anno per consentire una pulizia profonda dell’intestino.

E naturalmente pratica la meditazione e lo yoga tutti i giorni per rafforzare il tuo sistema immunitario e liberare le energie per vivere una vita piena e appagante.

Per saperne di più sugli elementi leggi anche I 5 elementi nello yoga e nell’ayurveda


Conclusioni

Naturalmente tutte queste non sono semplici informazioni ma dovrebbero essere considerate come profondi spunti di riflessione.

Riflettendo bene su queste parole e su queste consigli puoi cercare di vivere rispettando il principio di saucha.

Non è fondamentale essere perfetti ma l’importante è tenere a mente questo come gli altri principi yogici e cercare di fare il massimo per rispettarli.

Se cerchi di vivere una vita semplice e pura molto probabilmente stai rispettando il principio di saucha.


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*Immagini tratte da Bigstock

TI E' PIACIUTO QUESTO ARTICOLO?

  • Rita Casadio

    Ti ringrazio Andrea per l’attenzione che hai dato al mio articolo. Per la mia esperienza personale la sento molto forte il collegamento fra alimentazione e pulizia mentale. Posso dire che una alimentazione sana e priva di cibi che contengono tossine è già un buon 50/
    -60% del lavoro! La mente è meno irritabile e meno negativa, il corpo più leggero e più disponibile ‘al cammino’ e meno disponibile agli stimoli esterni. Per quanto riguarda la meditazione – che insegno e pratico da diversi anni – non credo che la mente debba stare lontana dalle emozioni negative; penso che sia importante imparare ad osservarle, a conoscerle e riconoscerle senza ‘agirle’. Se provo rabbia o frustrazione le osservo, ne sono consapevole, ascolto quali sensazioni mi portano nel corpo, me non le manifesto, perché nel momento in cui le manifesto le butto fuori e non ne sono più responsabile. Del resto vale per me il detto: ciò che provo è mio ed è mia la responsabilità di ciò che provo. Osservo dunque le emozioni manifestarsi in me, ma non mi identifico con esse, pur lasciandole essere.
    Ti ringrazio per la possibilità di confronto. A presto, Rita

  • Andrea Puglia

    Grazie per la chiarezza e la semplicità di questo articolo. Credo che le dfficoltà maggiori a praticare Saucha che si incontrano nella vita di tutti i giorni siano relative a mentenere la mente pulita da tante emozioni negative, come la collera e la frustrazione. In questo senso, la pratica quotidiana e la meditazione sono un grande aiuto.

    • Grazie Andrea, grazie a te per seguire il blog. Penso che ognuno ha le sue difficoltà, l’importante è individuarle e combatterle grazie allo yoga e alla meditazione.

    • Rita Casadio

      Ti ringrazio Andrea per l’attenzione che hai dato al mio articolo. Per la mia esperienza personale la sento molto forte il collegamento fra alimentazione e pulizia mentale. Posso dire che una alimentazione sana e priva di cibi che contengono tossine è già un buon 50/
      -60% del lavoro! La mente è meno irritabile e meno negativa, il corpo più leggero e più disponibile ‘al cammino’ e meno disponibile agli stimoli esterni. Per quanto riguarda la meditazione – che insegno e pratico da diversi anni – non credo che la mente debba stare lontana dalle emozioni negative; penso che sia importante imparare ad osservarle, a conoscerle e riconoscerle senza ‘agirle’. Se provo rabbia o frustrazione le osservo, ne sono consapevole, ascolto quali sensazioni mi portano nel corpo, me non le manifesto, perché nel momento in cui le manifesto le butto fuori e non ne sono più responsabile. Del resto vale per me il detto: ciò che provo è mio ed è mia la responsabilità di ciò che provo. Osservo dunque le emozioni manifestarsi in me, ma non mi identifico con esse, pur lasciandole essere.
      Ti ringrazio per la possibilità di confronto. A presto, Rita