Mudra, i gesti delle mani: cosa sono e come funzionano 4.64/5 (25)

L’immagine classica che viene in mente quando si pensa ad un praticante di yoga è quella di una persona, seduta nella posizione del loto, con il dorso delle mani appoggiato sulle ginocchia e la punta di pollice e indice in contatto, praticando quello che è chiamato chin mudra.

Ma che cos’è questo gesto? Cosa rappresenta? A che cosa serve?

Devi sapere che dietro i mudra c’è una vera e propria scienza e che sono molto più che semplici gesti delle mani.

In questo articolo scoprirai che cosa sono i mudra, le origini di questi antichissimi simboli, perché si usano e quali sono quelli più praticati nelle classi di yoga.

Buona lettura e buona scoperta dei mudra…


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Cosa sono i mudra

che cosa sono i mudra

La parola sanscrita “mudra” ha molti significati: gesto delle mani, sigillo, simbolo ma può indicare anche posizioni degli occhi, del corpo (viparita karani mudra, yoga mudra) e tecniche di respiro (brahmari mudra).

Viene spesso tradotta con “sigillo“, in quanto il gesto compiuto sigilla dentro di noi specifiche energie.

I mudra rimandano simbolicamente ad alcuni stati o processi della coscienza e, di conseguenza, la pratica dei mudra, può condurci agli stati di consapevolezza che essi rappresentano.

Ti sembra un qualcosa di magico e misterioso?

In effetti, anche l’origine dei mudra è alquanto misteriosa, dato che non sono conosciuti solo in Asia ma in tutto il mondo.

In India però, appartengono a tutte le tradizioni religiose, e le divinità indiane vengono sempre raffigurate con le mani in un mudra specifico.


Le origini della pratica dei mudra

le origini dei mudra

La pratica dei mudra nel contesto spirituale, ha le sue radici nelle antiche tradizioni sciamaniche.
I mudra hanno fatto parte della cultura vedica e della religione in India fin dalle origini.

Le cerimonie religiose, descritte nei Veda 5000 anni fa, includono i gesti delle mani ed il canto dei mantra. I suoni (mantra) e i gesti (mudra) venivano utilizzati dai bramini per collegare terra e cosmo, e canalizzare queste energie per i benefici materiali e spirituali della civiltà vedica originaria.

I mudra sono utilizzati anche nella danza classica indiana, chiamata Bharata Natyam. Mani, occhi, e movimenti del corpo raccontano una storia senza usare le parole.

La scienza dei mudra è stata sviluppata completamente nel periodo tantrico, che ha raggiunto il suo apice circa mille anni fa.

Nel Tantra, i mudra rappresentano veicoli e portali per collegarci all’energia psico-fisica dell’Universo ad un livello profondo.

Attraverso la pratica dei mudra ci colleghiamo infatti con i diversi aspetti dell’energia di cui è composto l’universo e così nostri corpi manifestano sul piano fisico quello specifico aspetto dell’universo che il singolo mudra evoca.

I nomi in sanscrito dei mudra contengono una chiave per comprendere i suoi effetti. La maggior parte dei mudra sono dedicati a dei e dee.

Queste divinità sono incarnazioni di varie energie nell’universo e rappresentano qualità che esistono, manifeste o potenziali, dentro e fuori di noi. Infatti, le varie divinità della tradizione vedica sono rappresentate mentre eseguono dei mudra.

Le divinità simboleggiano le energie che animano ogni aspetto della vita, della mente e della consapevolezza. I mudra sono i canali per la comunicazione con queste energie.

Interessante vero?

Ora andiamo a scoprire come funzionano i mudra e perché producono effetti sul nostro essere.


Come funzionano i mudra

come funzionano i mudra

I mudra sono efficaci a livello fisico, attivano alcune aree del cervello e risvegliano determinati aspetti spirituali.

Questi semplici gesti con le mani attivano delle connessioni a livello energetico ma questo processo a volte può richiedere diversi giorni o anche mesi di pratica, prima che noi diventiamo così sensibili da essere in grado di sentirne gli effetti.

Ma come è possibile?


I mudra ed i 5 elementi

5 elementiInnanzitutto, perché i mudra sono in relazione con i cinque elementi, energie che nel corpo hanno dimensioni fisiche, psicologiche e spirituali.

Queste energie si muovono dentro di noi attraverso le nadi, i canali energetici, che hanno punti terminali nelle dita.

Ogni dito quindi, rappresenta un punto di connessione alle qualità specifiche dell’elemento cui è collegato.

Mentre, nella pratica dei mudra, cambiamo la posizione delle dita, modifichiamo la quantità relativa con cui un elemento è presente nel nostro corpo, la sua qualità e la relazione fra i vari elementi.

  • Il pollice rappresenta il sole, la pura energia, il fuoco.
  • L’indice simboleggia l’aria e l’energia in movimento.
  • Il medio raffigura lo spazio, l’espansione e l’apertura.
  • L’anulare è in relazione con la terra, la solidità e il radicamento.
  • Il mignolo rappresenta l’acqua, i liquidi, le caratteristiche di mobilità ed adattabilità.

Per saperne di più sui 5 elementi leggi anche questo articolo: I 5 elementi nello yoga e nell’ayurveda


I mudra ed i prana vayu

i mudra ed i prana vayuUn altro importante aspetto che ci permette di comprendere come lavorano i mudra, è quello della loro relazione con il respiro e il prana.

Il prana è la forza vitale universale che anima l’intero complesso di corpo mente spirito, il microcosmo individuale che corrisponde al macrocosmo dell’universo.

Mudra specifici attivano i diversi prana vayu e dirigono il flusso dell’energia attraverso le aree ed i sistemi del corpo che questi governano, come la respirazione, la circolazione, la digestione e l’eliminazione.

I mudra sono il canale più diretto per interagire con i prana vayu e portarli in equilibrio.

Per saperne di più su questo argomento leggi anche questo articolo: La fisiologia dello yoga ed il corpo energetico: i corpi sottili, le nadi ed i chakra.


I mudra ed i chakra

i 7 chakraUn altro canale attraverso cui i mudra influenzano il nostro essere, è per mezzo della loro corrispondenza con i chakra.

I chakra sono centri energetici localizzati lungo la colonna che raccolgono, immagazzinano e distribuiscono energie a specifiche frequenze.

Questi sono collegati a specifiche aree del corpo e e anche a specifici archetipi psico-spirituali.

Le qualità energetiche dei chakra sono collegate ai cinque elementi come ai cinque prana vayu.

I mudra hanno la capacità di influenzare la quantità, la qualità e l’estensione con cui l’energia dei chakra circola nel nostro essere.

Attraverso la pratica dei mudra, possiamo localizzare, aprire ed equilibrare il sistema dei chakra.

Per saperne di più sui chakra di leggi anche: I 7 CHAKRA: cosa sono, quali sono e come funzionano


I gesti delle mani e la guarigione

Viste tutte le interrelazioni fra i mudra e i cinque elementi, i prana vayu, il respiro e i chakra, si deduce la loro importanza per la salute e la guarigione.

A questo proposito, dobbiamo ricordare che un ruolo molto importante nella guarigione viene svolto dal sistema nervoso autonomo.

Il sistema nervoso parasimpatico infatti induce al riposo e rigenera gli organi vitali, i tessuti e le cellule. Il sistema nervoso simpatico al contrario stimola l’attività e accelera il metabolismo, ed è fortemente sollecitato in caso di stress.

La vita moderna è molto più complicata di quanto lo fosse la vita primitiva; questo comporta un’eccessiva stimolazione del sistema nervoso simpatico, il ramo del sistema nervoso che stimola l’attività, a discapito del riposo e della rigenerazione.

Questo, a lungo andare, favorisce l’insorgere di tutta una serie di malattie collegate allo stress, come l’ipertensione, le malattie cardiache, problemi respiratori, disordini digestivi, i tumori, altre malattie autoimmuni e il diabete.

I mudra esercitano una notevole influenza sul sistema nevoso, portandone in equilibrio i due rami, favorendo così la giusta alternanza fra attività e riposo.

La pratica di questi gesti delle mani, inoltre, influenza anche pensieri ed emozioni. Questo avviene sia per il collegamento con il sistema nervoso, sia perché i mudra canalizzano la saggezza interiore e l’intuizione.

I mudra possono portare in superficie emozioni represse oppure calmarle, sviluppando la nostra consapevolezza “testimone” che ci aiuta ad adottare una prospettiva distaccata e oggettiva.

C’è un altro aspetto interessante nella pratica dei mudra ed è collegato all’esistenza di mudra “di preghiera”, espressamente disegnati per sintonizzarsi con le energie universali e rimuovere gli ostacoli che impediscono l’esperienza di unione.

Infatti, la preghiera e’ una invocazione o una richiesta di essere allineati con un particolare aspetto dell’Uno, o di allinearci con l’Unita come un tutto unico. È la richiesta di muoverci in uno spazio di armonia, che e’ già sempre presente in noi.

La preghiera e’ un’aspirazione all’unione, mentre la meditazione e’ esperienza di unione. E il mudra rappresenta una potente chiave di accesso allo stato meditativo.

Per saperne di più sulla meditazione leggi anche:


La pratica dei mudra

come praticare i mudra

Ora che sai come agiscono e su cosa vanno a lavorare i gesti delle mani dello yoga è arrivato il momento di passare agli aspetti più pratici e come andrebbero praticati.

In questo paragrafo troverai molti consigli che se applicati si riveleranno utilissimi.

Ricorda però che, poiché le energie dei mudra sono sottili e potenti, bisogna approcciarsi alla pratica con rispetto e prudenza, come si deve fare con ogni altra pratica yoga.


Il corpo e lo spazio esterno

i mudra e le posizioni L’ideale è preparare il corpo attraverso la pratica dell’Hatha yoga, anche per sviluppare la sensibilità necessaria a percepire gli effetti dei mudra e la forza per sperimentarli ed integrarli.

Dal momento che i mudra ci collegano con le energie sottili dell’universo, dobbiamo creare uno spazio sacro per la pratica.

Possiamo intendere per spazio sacro sia il nostro corpo, purificato degli asana, sia lo spazio fisico in cui pratichiamo.

Mentre, la purificazione del corpo è fondamentale, la cura dello spazio esterno è un aiuto, ma se non abbiamo la possibilità di dedicare uno spazio solo alla pratica, come abbiamo già detto anche per la pratica degli asana e per la meditazione, possiamo praticare ovunque.


Quando e per quanto tempo praticare

In generale, i momenti migliori per la pratica dei mudra, sono l’alba e il tramonto. Gli ambienti naturali possono aumentare la connessione energetica dei mudra.

I mudra possono anche essere impiegati prima della pratica delle asana per sintonizzarci con la loro essenza energetica. Possiamo invece impiegarli alla fine della pratica fisica, come porta di accesso alla meditazione.

La durata della pratica è variabile. Dovremmo cominciare con pochi respiri per verificare di essere a nostro agio e di essere in grado di sperimentare la connessione energetica.

Con il tempo, possiamo arrivare a mantenere il mudra per 10 minuti o più ed anche ripeterli più di una volta al giorno, specialmente quando utilizziamo i mudra durante un processo di guarigione.

In questo caso, se si tratta di disturbi cronici, è consigliabile mantenere il mudra per 45 minuti, eventualmente suddividendo questo tempo in tre sessioni da 15 minuti.

Per le situazioni acute, manteniamo il mudra specifico finché ne sentiamo gli effetti.


Stabilisci una ruotine

Come per la maggior parte delle pratiche dello yoga, affinché funzionino è importante stabilire una routine.

Scegli quale mudra praticare (non cambiare continuamente, non riusciresti a sentirne gli effetti), in che orari della giornata, per quanto tempo in ogni sessione e per quanti giorni vuoi praticare.

Alcuni effetti possono vedersi molto presto, mentre per gli squilibri cronici possono volerci diverse settimane o anche mesi.


I mudra e la respirazione

pratica dei mudra respirazioneL’effetto di un mudra può essere amplificato e potenziato attraverso la respirazione.

Presta attenzione alla postura mentre pratichi il mudra, il corpo deve essere in posizione simmetrica, dovresti tenere le braccia leggermente scostate dal corpo.

Questa posizione di per sé induce un senso di equilibrio interiore e di armonia, perché regola l’attività del sistema nervoso e delle ghiandole endocrine.

Poi, prima di iniziare la pratica, espira vigorosamente diverse volte, in questo modo crei uno spazio, simbolicamente nel corpo e concretamente sul piano energetico, per accogliere quello che vuoi ottenere.

Se non stai utilizzando una specifica tecnica di pranayama che prevede tempi precisi per le diverse fasi respiratorie, allunga la pausa naturale dopo l’inspirazione e dopo l’espirazione. Questo è l’aspetto più importante del processo respiratorio. I poteri interiori sono sviluppati durante le pause.

Quando pratichi un mudra puoi modificare la respirazione a seconda dell’effetto che vuoi ottenere:

  • per calmarti, allora rallenta il tuo respiro.
  • per rigenerarti, allora intensifica il tuo respiro.

Il respiro è corretto quando è lento, profondo, ritmico, scorrevole.

Per saperne di più sulla respirazione leggi anche:


I mudra e la concentrazione

Nella pratica del mudra, hai tre opzioni;

  • Puoi concentrarti sulle mani e sulle dita, percependo la leggera pressione nel punto in cui si toccano;
  • Mentre inspiri, puoi aumentare la pressione fra i polpastrelli e poi diminuirla quando espiri;
  • Puoi applicare una maggiore pressione quando espiri e diminuirla quando inspiri.

La prima variazione, crea equilibrio interiore e costruisce forza. La seconda variazione rinforza la volontà e ha un effetto rigenerante. La terza calma e rilassa, è ottima per combattere lo stress.

Ripeti un’affermazione, che richiami il significato del mudra, con calma e fiducia. Puoi ripeterla da una a tre volte, durante o dopo la meditazione. Puoi anche fare una pausa durante il giorno e affermarla di nuovo a bassa o alta voce.

La pratica dei mudra può anche essere accompagnata dalla musica. Per ottenere maggiori risultati, tieni in considerazione i tuoi gusti musicali, scegli la durata del brano musicale, ascolta lo stesso brano nello stesso momento, per almeno tre giorni, ascolta con attenzione e lascia andare ogni pensiero.

La musica classica è particolarmente indicata per il rilassamento e la guarigione, meglio un concerto di un solista che una sinfonia.


I mudra più conosciuti

i mudra più conosciuti

Nell’Hatha yoga classico esistono 25 mudra ed includono posizioni delle mani, degli occhi, del corpo (asana) e chiusure (bandha).
Nel kundalini yoga, si usano spesso mudra delle mani per intensificare gli effetti delle asana.

Ma quali sono i mudra più conosciuti dell’Hatha yoga?

Uno di questi è sicuramente il mudra di cui ti ho parlato nell’introduzione, in cui il polpastrello del pollice è in contatto con il polpastrello dell’indice, si chiama jnana mudra, gyana mudra o chin mudra, a seconda delle tradizioni.

La sua qualità principale è relativa alla saggezza e viene spesso usato durante la meditazione.

Un altro mudra molto conosciuto è Anjali mudra, in questo gesto le due mani sono unite all’altezza del cuore. La qualità essenziale è il senso di riverenza e la preghiera di unione con il Divino. Viene usato per salutarsi, insieme alla parola Namaste, ma anche all’inizio del Saluto al Sole, o durante l’esecuzione di alcune asana (ad esempio, in una variante di Vrksasana o di Tadasana).

Un terzo mudra abbastanza conosciuto è Kali mudra, in cui tutte le dite della mani sono intrecciate, eccetto gli indici che puntano verso l’alto. La qualità principale di questo mudra è la purificazione.

Viene eseguita spesso durante l’esecuzione di asana (ad esempio, in un’altra variante della posizione dell’albero oppure in Virabhadrasana I, la posizione del guerriero oppure in una variante di Utkatasana, la posizione della seggiola).


Conclusioni

Come hai potuto capire da questo articolo, i mudra non sono semplici gesti delle mani ma sono delle pratiche vere e proprie che servono per equilibrare un chakra, un elemento specifico oppure per canalizzare l’energia in una determinata zona del corpo.

Se ne conoscono centinai di questi gesti ed in questo articolo ho semplicemente accennato i più conosciuti ma in futuro sicuramente scriverò degli articoli specifici su ogni mudra.

Se vuoi approfondire questo argomento e scoprire i mudra per riequilibrare elementi specifici, dai un’occhiata a RiequilibrioElementare, la guida premium in cui sono descritti nei dettagli 5 mudra molto benefici.

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Grazie e namaste! 😀


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*Immagini da Bigstock

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