Come trovare la felicità: l’arte dell’accontentarsi

Fin da giovanissimo sono stato sempre un fan di Tiziano Terzani e grazie ai suoi libri sono cresciuto moltissimo.

Ho imparato tante cose sul viaggiare, sull’India e soprattutto sulla vita. Mi ha insegnato a guardare le cose da una diversa prospettiva, a riflettere con la mia testa, a lottare per i miei sogni e vedere il bello della vita nelle piccole cose.

Dopo vari anni, ho ritrovato alcuni dei suoi insegnamenti nella filosofia dello yoga e così ho pensato di condividere con te una delle sue interviste più belle.

Qui parla di alcuni concetti sui quali a mio avviso tutti dovrebbero riflettere come:

  • La pazzia del mondo materialistico
  • La concorrenza
  • Il materialismo
  • L’accontentarsi
  • La felicità

Buona visione!


Monologo sulla felicità


Essere piuttosto che avere

Una delle più grandi lezioni che possiamo apprendere dalla pratica dello yoga è che la vera felicità non si trova fuori.

Né nelle cose, né nella soddisfazione dei desideri (vasana), né nelle persone.

Tutto questo segue la legge dell’impermanenza (anitya) e, se basiamo la nostra felicità su questo, saremo destinati a soffrire.

Grazie allo yoga si può sperimentare che tutto quello di cui abbiamo bisogno per essere felici si trova dentro di noi e non all’esterno.

Perciò, come suggerisce anche Tiziano, cerchiamo di coltivare più l’essere che l’avere e cerchiamo di essere sempre meno influenzati dal mondo materialistico.


L’accontentarsi

Un altro insegnamento yogico che possiamo ritrovare nel video è quello dell’accontentarsi.

Questo principio nello yoga è chiamato Santosha ed è il secondo niyama descritto da Patanjali negli Yoga Sutra.

“L’atteggiamento di accontentarsi (santosha) dà origine alla felicità, alla calma mentale e alla soddisfazione”.

Yoga Sutra 2.42

Lo yoga ci permette di studiare come funziona la mente e, grazie all’esperienza, sappiamo che la mente è incredibilmente avara. Quando ottiene qualcosa, ne vuole subito un’altra, ed un’altra, e così via.

Non si accontenta mai.

Ma come fare a non essere schiavi della mente avara?

Bisogna essere consapevoli di quello che accade all’interno di noi (Svadhyaya) e cercare di non essere coinvolti. Bisogna lasciare andare i continui desideri della mente. Inoltre, bisogna fare il possibile per essere felici nel qui ed ora per vivere pienamente il momento presente, l’unico che conta veramente.

Tutte le pratiche dello yoga permettono di rivolgere lo sguardo internamente e questo ci permette di essere consapevoli che abbiamo già tutto.

E’ proprio la pratica stessa ad insegnarci l’arte dell’accontentarsi e, una volta appresa sul tappetino, possiamo metterla in pratica anche nella vita.

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Grazie e namaste! 😀


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*Video da YouTube

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