Lo yoga e il cambiamento

Articolo scritto da Nairi, praticante Ashtanga e insegnante Odaka Yoga. Su Instagram @nairi.rigon

Il processo di cambiamento è l’unica costante nell’universo. Nella natura tutto cambia continuamente eppure questo spesso ci spaventa e non sappiamo come comportarci di fronte a questa certezza.

Lo yoga può aiutarci incredibilmente ad essere più consapevoli di cosa sta cambiando, come le cose stanno cambiando e soprattutto ci sostiene in questa fase delicata aiutandoci ad abbracciare i cambiamenti nelle nostre vite.


Scelte e cambiamenti

Scelte e cambiamenti

Ogni giorno ci ritroviamo a dover fare delle scelte, ci si presentano opzioni che richiedono di prendere una strada o un’altra. Si tratta di scelte che a volte sono facili e “automatiche”, come ad esempio quando andiamo a fare la spesa, e altre volte sono scelte più complesse che richiedono tempo ed energia.

Queste ultime possono essere causa di stress, di pensieri, possono farci sentire “bloccati” o in un limbo dal quale non riusciamo ad uscire.

Chiaramente ognuno di noi cerca sempre la soluzione migliore per sé, tuttavia spesso fa fatica a dover decidere a che cosa rinunciare.

Scelte più complesse, come ad esempio decidere di trasferirsi in un altro paese, portano con sé anche cambiamenti importanti. Tutto ciò che porta ad un cambiamento, attiva una serie di meccanismi mentali e comportamentali che possono essere positivi o negativi: cambiare paese, casa, abitudini o lavoro può essere certo uno stimolo per creare nuovi progetti, conoscere nuove culture, oppure può creare paura, incertezza e ansia in noi.

E’ del tutto normale: la paura dell’ignoto, di lasciare qualcosa di sicuro e familiare per qualcos’altro di sconosciuto, o anche solo di fare la scelta sbagliata, può metterci in una situazione scomoda e a volte pesante.


Il cambiamento sul tappetino

Anche praticare delle nuove asana implica un cambiamento e questo può crearci “stress” e paura – di cadere, di farci male, di non riuscire… Ma con la pratica, nel tempo, impariamo ad accettare quello che il nostro corpo e la nostra mente ci offrono quel giorno.

Con il tempo apprendiamo che la pratica cambia ogni giorno e inevitabilmente impariamo a stare con questo cambiamento. Scopriamo il gusto dell’accettarci così come siamo, con i nostri limiti, difetti, rigidità.

Accettiamo che non c’è un obiettivo finale, una posa finale da raggiungere per forza, ma che il beneficio e il giovamento della pratica derivano dalla pratica stessa.

E’ nel nostro viaggio sul tappetino che ci riscopriamo, ritroviamo, ascoltiamo. Ed è lì che ci mettiamo a nudo, e ci accettiamo per come siamo, senza cambiare nemmeno una virgola.


Cambiamento e l’accettazione

Accettazione del cambiamento

L’accettazione è uno dei grandi insegnamenti che ho ricevuto dalla pratica. Ed è una delle cose che più mi porto dietro nella vita di tutti i giorni, fatta di scelte e di cambiamenti continui.

Accettare la realtà – che, attenzione, non significa essere passivi a tutto quello che ci succede, ma significa riconoscerla e vivere con una mente consapevole – ci insegna che non possiamo cambiare quello che ci accade (purtroppo o per fortuna?), ma possiamo cambiare la nostra reazione agli eventi.

E nell’accettazione c’è apertura verso ciò che sta per arrivare, c’è maggiore serenità e consapevolezza del momento presente.


Come lo yoga ci accompagna nel cambiamento

Una cosa che trovo curiosa e che ho sperimentato su me stessa è come la pratica stessa si adatti alla situazione che stiamo vivendo.

Mi spiego: lo stile di yoga che scelgo ogni giorno sul tappetino è sempre diverso, varia in base a come mi sento quel giorno, a quanto stanca o energica sono, sia fisicamente che mentalmente. Ho avuto periodi di forte stress e lavoro in ufficio in cui ricercavo una pratica libera e fluida, senza regole o vincoli.

Ero io a decidere il mio flow, la mia sequenza di asana di quel giorno. Quel momento sul tappetino per me significava libertà, non solo spiritualmente, ma anche a livello pratico. Scegliere le pose per me significava esprimermi liberamente, quasi in una forma di danza a ritmo del respiro.

Una volta ritrovata quella libertà anche nella vita di tutti i giorni e nel lavoro, la mia pratica sul tappetino è cambiata. E’ diventata più metodica e rigorosa: perfetta compagna in una fase di vita nella quale è tutto nuovo e sento il bisogno di ricrearmi dei punti di riferimento e delle basi più solide.

E tutto questo è diventato palese ai miei occhi solo adesso, a posteriori. Ma per il mio corpo era tutto automatico: ha scelto da solo cosa fosse più giusto per lui in ogni momento. Io l’ho semplicemente ascoltato e assecondato.

E non credo ci sia cosa più importante che ascoltarsi, dentro e fuori dal tappetino.

La prossima volta che ci troviamo di fronte ad una scelta difficile, proviamo ad ascoltarci un po’ di più – sempre lasciando spazio alle dovute valutazioni del caso, ma senza scervellarci troppo. E credo sinceramente che nel cuore si trovino molte risposte. Quindi fidiamoci di noi stessi e di quello che sentiamo.


Vivere nel flusso del cambiamento

Cambiamento e flusso

Grazie alla pratica, poco a poco ci renderemo conto della bellezza del cambiamento e impareremo a conviverci in totale armonia.

La persona non spaventata dal cambiamento ne coglie la sua fluidità, ne apprezza il continuo divenire, e fluisce con esso, passo dopo passo, rimanendo solida e salda nel suo centro, grazie ad una mente fluida ma lucida.

Quando si comprende che non esiste alcuna rigidità in natura, non esistono linee rette, ma
è tutto in movimento e continuo, non si ricerca più alcuna certezza al di fuori di noi, perché tutto il coraggio e la stabilità che possiamo trovare, lo troveremo sempre e solo all’interno.

Allentiamo quindi la presa, lasciamo andare il nostro ego così come il bisogno di avere tutto sotto controllo, e lasciamo espandere la nostra consapevolezza insieme alla voglia di riscoprirci dall’interno, accogliendo il cambiamento – quello vero – che parte da noi.

Perché è solo spogliandoci di quello che siamo che iniziamo il nostro vero viaggio.

Iniziamo quindi a riconoscere chi siamo davvero, quali sono i nostri schemi mentali e a volte “limiti” o rigidità che ci impediscono di fluire nella vita e rimanere nel flusso.

Cerchiamo di essere noi per primi a predisporci al cambiamento, sapendo che siamo noi a creare le condizioni per poter trasformare la nostra vita, volendoci migliorare ogni giorno e avendo fiducia nella vita stessa.

Così, come dice Lao Tzu, uno dei maggiori filosofi cinesi, in una delle sue famosi frasi:

“Quando mi libero di quello che sono, divento quello che potrei essere.”

* Foto di Francesco Tretto