La meditazione del lago

In questo video-articolo ti propongo una meditazione guidata molto bella chiamata Meditazione del lago.

E’ una pratica meditativa che ho scoperto tempo fa in questo libro di Jon Kabat-Zinn sulla Mindfulness e da allora a volte la propongo alla fine delle mie classi di yoga.

“Lascia che la mente sia come il lago che riflette tutte le nuvole che passano sopra di esso senza nessun attaccamento a queste.”

Il Buddha

Buona meditazione e fammi sapere nei commenti sotto al video come è andata! 😉


La meditazione del lago

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Il lago della mente

Il lago può essere considerato paragonato alla mente umana.

Le acque limpide del lago riflettono il paesaggio che lo circonda, così come sono. Riflesso puro, senza distorsione, senza giudizio. Una mente calma è come l’acqua limpida e cristallina del lago.

Le onde del lago possono essere viste come le vrtti, i condizionamenti mentali (pregiudizi, emozioni negative, pensieri disturbanti, limiti mentali, abitudini etc…) che agitano e disturbano la quiete mentale.

Quando le acque sono agitate non possono riflettere fedelmente il paesaggio, stessa cosa vale per la mente che non può osservare la realtà per come è, ma diventa una visione “distorta”.

La meditazione ci permette di osservare l’agitazione della nostra mente, di ridurre il giudizio, di evitare che l’ego prenda il sopravvento, la distorsione della realtà, di coltivare il non attaccamento, di aumentare la consapevolezza e di ritrovare la pace mentale.

Anche se a volte l’acqua del lago si agita, si sporca e perde la sua bellezza, alla fine ritorna sempre ad essere calma.

Lo stesso vale per la nostra mente.

Anche se è spesso agitata, piena di pregiudizio, invasa da ego etc… grazie alla meditazione possiamo far si che si calmi e torni a riflettere la realtà per quella che è.


Il Buddha ed il lago

Meditazione-lago-Buddha

Una volta il Buddha stava camminando da una città ad un’altra con alcuni dei suoi discepoli.

Mentre stavano viaggiando, raggiunsero un lago. Si fermarono lì e il Buddha disse ad un suo discepolo: “Sono assetato; potresti darmi un po’ d’acqua di questo lago?”.

Il discepolo camminò lungo il fiume, quando si avvicinò si accorse che proprio in quel momento un carretto trainato da un bue stava attraversando il lago.

Come risultato, l’acqua era diventata molto torbida e fangosa. Il discepolo pensò: “Come posso dare quest’acqua torbida da bere al Buddha?”.

Quindi tornò indietro e gli disse: “L’acqua è molto torbida non penso sia il caso di berla”.

Dopo circa mezz’ora Buddha chiese ancora allo stesso discepolo di tornare al lago e prendergli un po’ d’acqua da bere.

Il discepolo obbedì e tornò al lago. Anche questa volta trovò l’acqua fangosa, tornò indietro e lo informò della cosa.

Dopo un po’ di tempo, Buddha chiese di nuovo allo stesso discepolo di tornare al lago.

Il discepolo trovò il lago pulito e l’acqua estremamente limpida e pura. Il fango era sceso sul fondo e l’acqua in superficie sembrava perfetta per essere bevuta. Così raccolse un po’ d’acqua in un recipiente e la portò al Buddha.

Egli guardò l’acqua e poi rivolgendosi al discepolo gli disse:

“Guarda cos’ha reso l’acqua pulita. Hai lasciato fare… e il fango si è depositato da solo sul fondo e tu hai potuto prendere dell’acqua pura. Anche la tua mente è come questo lago. Quando è disturbata lasciala stare, dalle un po’ di tempo e si calmerà da sola. Non devi sforzarti per calmarla, accadrà senza sforzo.”


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