Che cos’è il vinyasa nello yoga e come praticarlo 4.72/5 (18)

Hai mai partecipato ad una classe di vinyasa yoga, ashtanga vinyasa yoga, di yoga flow oppure di power yoga?

Bene, sicuramente avrai sentito nominare la parola vinyasa.

Questa parola si sente sempre più spesso nelle classi di yoga sia perché è una pratica che attualmente va molto di moda che perché è molto benefica.

In questo articolo scoprirai tutto su cos’è il vinyasa, come andrebbe praticato, la differenza tra lo yoga classico e quello in cui si pratica il vinyasa ed i pro, ma anche i contro, di questo tipo di pratica.

Buona lettura… 😉


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Che cosa è il vinyasa?

che cos'è il vinyasa

La parola vinyasa, come spesso accade nel sanscrito, può avere vari significati. Può essere tradotta come “posizionare in un modo speciale” oppure come “presenza (vi) nel cambiamento (cambiamento)”.

Secondo me il secondo modo di tradurlo è molto più esplicativo del primo perché con questa parola ci si riferisce al collegamento che avviene nella pratica tra il movimento e respiro.

Quando avviene applicato il principio del vinyasa infatti ogni movimento del corpo è associato ad un atto respiratorio secondo le indicazioni dell’ìnsegnante

Grazie a questa unione tra movimento e respirazione si è totalmente presenti, non solo quando si fa una posizione, ma anche quando si passa da un asana all’altro.

In questo modo la mente non si distrae ma è costretta a stare nel momento presente anche nelle fasi di transizione della pratica ed è proprio quando si è presenti nel “qui ed ora” che si sta facendo yoga.


La storia del vinyasa

la storia del vinyasa

Il vinyasa è un’antica tecnica yoga che è si è diffusa grazie a Krishnamacharya, colui che per molti è considerato il padre dello yoga moderno.

Lui infatti, dopo aver passato molti anni a studiare con i saggi nelle vette sperdute dell’Himalaya, ha fondato una scuola ed ha istruito molti futuri insegnanti, 3 dei quali influenzarono incredibilmente la diffusione dello yoga in occidente:

Secondo lui infatti è importantissimo che ogni asana sia collegato a quello successivo attraverso una serie di movimenti e di atti respiratori.

In questo modo la pratica diventa come una melodia in cui ogni nota è collegata alla successiva.

Per saperne di più su Krishnamacharya ti consiglio di leggere il suo libro “il nettare dello yoga” che ho anche recensito in questo articolo.


Differenza tra hatha yoga e vinyasa yoga

differenza tra vinyasa e hatha yoga

Negli ultimi anni il vinyasa yoga è diventato un vero e proprio stile che si differenza dall’hatha yoga classico proprio per il vinyasa e la sua dinamicità.

Il primo infatti è solitamente uno stile di yoga sicuramente più dinamico in cui c’è molta attenzione al passaggio tra una posizione e l’altra. In questa tipologia di pratica l’elemento principale, proprio dal nome dello stile, è il vinyasa e ogni movimento del corpo è collegato ad un atto respiratorio.

Questo principio non è stato adottato solo dal vinyasa yoga, ma anche da molti altri stili che però sono chiamati con un nome diverso.

Nell’hatha yoga invece, lo stile più classico, l’attenzione al movimento è sicuramente minore ma si pone più attenzione alla posizione finale. In questa tipologia di yoga infatti gli asana vengono mantenuti per più tempo rispetto agli stili in cui c’è il vinyasa e durante le classi di hatha yoga si fanno molte meno posizioni.

Per saperne di più sull’hatha yoga puoi leggere anche questo articolo: Hatha Yoga, lo yoga del sole e della luna. Invece per saperne di più sugli altri stili di yoga ti consiglio di leggere questo: La guida ai tipi di yoga più diffusi, quale stile scegliere?


I vinyasa più conosciuti

i vinyasa piu conosciuti

I vinyasa, cioè i movimenti che il corpo può fare, sono moltissimi e le posizioni possono essere collegate tra di loro a piacimento dell’insegnante.

Però c’è una mini sequenza che è considerato il vinyasa sicuramente più praticato nel mondo dello yoga.

Prova ad eseguirlo:

Se vuoi invece semplificare questa mini sequenza puoi sostituire Chaturanga Dandasana con due posizioni più facile e sicuramente consigliate per principianti:

  • Inspirando esegui Phalankasana, la posizione della tavola.
  • Espirando porta le ginocchia, il petto ed il mento vicino terra eseguendo Ashtanga Namaskara, la posizione degli otto punti d’appoggio.
  • Inspirando vai in Urdhva Mukha Svanasana, il cane a faccia in sù.
  • Espirando solleva il bacino ed esegui Adho Mukha Svanasana, il cane a faccia in giù.

Un altra sequenza molto conosciuta in cui possiamo trovare il vinyasa è Surya Namskara, il saluto al sole. Oggigiorno ci sono molte varianti di questa sequenza ma tutte sono caratterizzate dal vinyasa. Un altra sequenza, leggermente meno conosciuta del saluto al sole ma comunque sempre molto praticata nelle classi è il saluto alla luna.

Per approfondire queste sequenze di vinyasa puoi leggere i seguenti articoli di approfondimento:


Come fare il vinyasa

come fare il vinyasa

Spesso durante le mie lezioni vedo studenti che quando effettuano il vinyasa lasciano che il corpo guida e che il respiro segua il movimento.

Invece dovrebbe avvenire il contrario.

In questo tipo di pratica è il respiro che dovrebbe condurre ed il corpo dovrebbe seguire. In questo modo si pone maggiore attenzione alla respirazione che diventa più profonda, più lunga e più regolare proprio come dovrebbe essere il respiro durante tutta la classe.

Per far si che questo avvenga ti consiglio di far partire il respiro leggermente prima del movimento e di lasciar che il corpo lo segua.

Non è facile, specialmente se hai da poco iniziato a fare yoga, ma se praticherai costantemente e consapevolmente con il tempo ci riuscirai.

Così come disse Pattabhi Jois “lo yoga è 99% pratica e 1% teoria”. Il vinyasa si apprende con la pratica.

Per imparare a respirare correttamente puoi leggere anche


Pro e contro del vinyasa

pro e contro del vinyasa

I più grande vantaggio del vinyasa è sicuramente dato dal fatto che la mente è totalmente presente anche durante il passaggio che avviene tra una posizione e un’altra cosa che, per molte persone, risulta più difficile se uno stile è più statico.

Sicuramente i movimenti che avvengono tra le posizioni non sono facili da eseguire e a volte anche molto impegnativi, ma è proprio questa difficoltà che permette al praticante di vivere appieno il momento presente e che rende questa pratica molto benefica.

Dall’altro lato però abbiamo le statistiche che non possono essere trascurate.

Secondo molti studi infatti gli infortuni che avvengono nelle classi di yoga dinamico sono sicuramente di più rispetto a quelli che avvengono quando si pratica uno stile più statico.

Questo è dovuto al fatto che comunque la dinamicità sacrifica in parte gli allineamenti e la precisione che ci sono nelle posizioni statiche e questo, soprattutto per i principianti, può essere dannoso.

Secondo me gli stili dinamici sono stupendi proprio perché permettono di mantenere la concentrazione sul momento presente, ma penso che non sono stili con i quali un praticante dovrebbe iniziare a fare yoga.

Penso che la miglior soluzione è cominciare a fare yoga praticando uno stile più statico grazie al quale si possono apprendere gli allineamenti delle posizioni in assoluta calma, senza stare continuamente a pensare alla posizione successiva.

Una volta che le basi della pratica sono ben consolidate si può curare il passaggio tra le varie posizioni ed eseguire il vinyasa in assoluta sicurezza.

Per migliorare la tua pratica e renderla sicura ti consiglio di leggere i due Ebook premium di AtuttoYoga

    • EasyYoga: te la consiglio se hai appena iniziato a fare yoga

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  • YogAsana: te la consiglio invece se già pratichi tempo e vuoi approfondire le posizioni base dello yoga

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Conclusioni

Il vinyasa è un principio dello yoga che è stato inizialmente diffuso da Krishnamacharya e che negli ultimi anni ha preso sempre più piede.

Infatti molti stili di yoga più moderni lo hanno adottato come base della loro pratica.

Sicuramente è un ottimo modo per aumentare la concentrazione e per migliorare l’allenamento del corpo che avviene durante la pratica, ma ritengo che è un sistema abbastanza avanzato in cui è facile superare i propri limiti, quindi andrebbe approciato con calma, rispettando il proprio corpo e soprattutto lasciando il proprio ego fuori dal tappetino altrimenti si corre il rischio di farsi male.


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*Immagini da Bigstock

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