OSHO e il fenomeno dello ZEN 4.6/5 (15)

Un giorno di qualche tempo fa, quando ancora non conoscevo l’arte dello yoga, entrai in una libreria con delle domande esistenziali in testa, decisa a trovare un libro che mi aiutasse a formulare qualche risposta.

Così mi recai dritta alla sezione “filosofia” dove, per circa mezz’ora, rimasi a guardare uno collana di libri dalla copertina gialla. Incuriosita dai titoli, li aprivo e li sfogliavo uno per uno ma non riuscivo a decidermi su quale acquistare… erano tutti di un unico autore: Osho.

Alla fine di una lunga riflessione, decisi di portarmi a casa il libro “Ventidue chiavi per riscoprire te stesso”, l’unico libro dal dorso azzurro.

Quel pomeriggio lessi tutto ad un fiato il volume di questo autore per me sconosciuto, e ne rimasi affascinata. A quel tempo ero poco più di un’adolescente e molte cose contenute nel testo non le capì a pieno, solo oggi, riprendendolo in mano riesco ad avere una visione più ampia delle sue parole.

Ovviamente, qualcosa mi sfugge ancora (molto più di qualcosa!) ma non importa, so’ che è normale!

D’altronde stiamo parlando di Osho: uno dei più grandi filosofi indiani del secolo scorso, conosciuto a livello internazionale come “Maestro di Vita”.

Ma chi è Osho? Qual è la sua storia? Come si articola il suo pensiero?

Purtroppo non basterebbe un solo articolo per parlarti di lui!

Oggi vorrei quindi descriverti la sua concezione dello Zen, attraversando dei punti cardine della sua filosofia. Tra tanti temi ho scelto proprio lo Zen perché non solo mi appassiona particolarmente ma, credo che ti possa tornare utile nella vita di tutti i giorni e magari alla fine della lettura vorrai provare ad “aggiungere” un po’ di Zen nelle tue giornate.

Fammi sapere nei commenti se ci riesci e cosa succede!

Buona lettura!


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La vita di Osho in breve

la vita di osho

Osho nasce in India centrale, nello stato del Madhya Pradesh, l’11 dicembre del 1931. Da una famiglia di fede gianista, fin da ragazzino rifiuta la religione, opponendosi alle regole imposte dalla società.

Si pone con un atteggiamento di sfida nei confronti di chi detiene il “potere”… un vero e proprio ribelle insomma! Per il suo stile di vita “profondamente radicato nell’esistenza”, slegato da mode, ideali e tradizioni, è conosciuto oggi come Maestro di Realtà.

All’età di ventun anni Osho è alla ricerca della verità e durante una meditazione ha la sua prima illuminazione, descritta in Oriente come: “l’istante in cui la goccia si fonde nell’oceano, nell’attimo stesso in cui l’oceano si riversa nella goccia”, per noi occidentali è più semplice comprenderla come: “la totale rottura e la caduta delle maschere con cui comunemente ci si identifica per necessità di sopravvivenza, e tramite le quali si vivono tutti i rapporti con gli altri, perdendo la capacità di porsi a diretto contatto con l’esistenza.”

Questa illuminazione è lo stato in cui Osho arriva a toccare la vetta di consapevolezza più alta sperimentabile dall’uomo.

Nel 1956 si laurea in filosofia e diventa professore al Sanskrit College di Rajpur, ma pochi anni dopo abbandona la carriera di docente per dedicarsi a organizzare “campi di Meditazione”, nei quali aiutare le persone a vivere la sua stessa esperienza fatta in gioventù.

Nel 1974 Osho da’ vita a una Comunità Spirituale a Puna, comunità fiorente che ancor oggi richiama a sé migliaia di “ricercatori del vero” ogni anno, da ogni parte del mondo.

Il 19 gennaio 1990 muore in India, lasciandoci un patrimonio inestimabile di centinaia di volumi pubblicati e migliaia di discorsi pubblici tenuti nell’arco della sua vita terrena.


L’origine del nome Osho

il nome osho

Ma perché il nome Osho?

Il filosofo indiano non si è sempre chiamato così, in realtà il suo nome è Bhagwan Shree Rajneesh, ma ha voluto farsi conoscere con un nome che deriva dal termine “oceanico”, per indicare “l’esperienza del dissolversi nell’oceano dell’esistenza”, ciò è un richiamo alla sua prima illuminazione.

Per la cultura indiana, se si scompone il nome Osho si ottiene:

O” = profondo rispetto, amore e riconoscenza/ sincronia e armonia
Sho” = espansione multidimensionale della consapevolezza/ riversamento dell’esistenza da ogni direzione

Il suo nome riecheggia ancor’oggi come un’eco, uno spirito, una guida da seguire più che una persona. Ed è proprio così che lui voleva essere ricordato.


Il percorso/paradiso di Osho

il percorso di osho verso il paradiso

“Il paradiso non dovrebbe essere qualcosa di remoto, posto altrove, perso da qualche parte nell’ignoto; il paradiso dovrebbe dispiegarsi via via lungo tutto il cammino della vita”

Osho in Ventidue chiavi per scoprire te stesso

In questa citazione il Maestro ci apre gli occhi sul percorso della nostra vita. Ormai siamo abituati a pensare che la vita sia una continua sofferenza… ce lo confermano tutti!

Dagli amici alla tv ecc. siamo schiavi di un sistema che ci dice: se sarai bravo e svolgerai bene il tuo lavoro otterrai in cambio “qualcosa” e allora (solo allora) sarai felice!

Noi ci impegniamo a fondo per raggiungere quel risultato ma poi quando ci arriviamo… siamo davvero felici?

La risposta è no! 

Perché stiamo già pensando al prossimo successo, al prossimo traguardo da raggiungere e, con la mente siamo già altrove.

La felicità è una meta lontana, ed anche se a volte potrebbe sembrarci più vicina, in realtà ci sfugge continuamente di mano. La vita è quindi una continua sofferenza.

Perché non dovremmo crederci anche noi?

Osho ci rassicura: non è così.

La nostra società ci impone regole da cui non possiamo sottrarci e valori che non possiamo fingere di non conoscere, come il successo e il denaro…

Ma Osho ci da’ uno spunto di riflessione interessante: perché cercare la felicità altrove se solo qui ed ora è importante per noi?

Ed è solo il momento presente che può renderci felici… da qui parte la concezione dello Zen.

Ma che cos’è esattamente lo Zen?


Osho e lo Zen

osho e lo zen

“Lo Zen è semplicemente zen” così lo definisce Osho. Lo Zen non è una filosofia ne una religione ma qualcosa di unico e inconfondibile, a cui nulla si può paragonare.

Si tratta di un fenomeno di totale accettazione dell’esistenza ordinaria, senza alcun desiderio di un qualunque mondo trascendente.

Per dirlo in termini “occidentali”: è l’accettazione della vita così com’è, senza alcuna propensione verso ciò che non possiamo avere, ma anzi, accettando e manifestando gioia per ciò che si ha nella vita quotidiana.

“Il grande miracolo dello Zen consiste nella trasformazione del mondano in sacro.”

Osho in L’arte del mutamento

Ed è proprio un miracolo perché quando mettiamo in atto lo Zen, smettendo di pensare a ciò che ci manca, viviamo la quotidianità con occhi nuovi: quelli della gioia. Ci liberiamo di un peso, costituito da aspettative e speranze derivanti in parte dalla società ma soprattutto da noi stessi. Con lo Zen ci possiamo liberare da questo macigno che ci schiaccia ogni giorno. Altro non è che una sorta di dannosa e inutile schiavitù.

“Affrontare la vita con aspettative porta inevitabilmente alla frustrazione, sempre e comunque. L’aspettativa è la causa alla radice della frustrazione.”

Osho in Una perfetta imperfezione. Ama ciò che sei.


Lo Zen come ponte

zen ponte ideale e temporale

Lo Zen è visto come un ponte, poiché è qualcosa che unisce e mette insieme due diversi elementi. Può unire potenzialmente qualunque opposto, ma negli esempi riportati da Osho, lo troviamo come: Ponte Temporale e Ponte Ideale.

Ponte temporale

In questa concezione lo Zen unisce il tempo passato con il tempo futuro. Nulla è più importante del tempo presente. Il suo agire è tutto nel presente il quale collega ieri con domani. Inoltre il presente è incalcolabile.

Quanto dura il tempo che stai vivendo ora? Come si fa a calcolare?

Il passato ha una durata, così come il futuro, che immaginiamo in un lasso di tempo più o meno preciso… ma l’adesso come si può misurare? Non si può!

Proprio per la sua inafferrabilità il presente è prezioso, e va assaporato. Ecco perché lo Zen ci insegna a vivere mente e corpo nel presente, accantonando il passato e non perdendosi nell’immaginazione del futuro.

Ponte ideale

In questa visione lo Zen unisce il mondo orientale con quello occidentale. Osho ci spiega che l’Oriente è molto “spirituale” mentre l’Occidente è molto “terreno”. Per comodità identifichiamo l’Occidente nella figura di Lao Tzu (filosofo cinese) e l’Oriente in quella del Buddha. Questi due mondi sono totalmente diversi quanto questi due personaggi, come possono quindi andare d’accordo?

Lo Zen è la risposta, il punto d’incontro.

Nonostante le visioni diverse della vita il qui e ora di Lao Tzu è identico a quello del Buddha. Lo scopo di condurre un’esistenza pacifica e amorevole equipara l’uomo Orientale a quello Occidentale, abbattendone le differenze. Attraverso lo Zen quindi Lao Tzu (terreno) e il Buddha (ultraterreno) sono diventati un tutt’uno, ugualmente al corpo con l’anima che si unificano con lo Zen.


L’uomo dello Zen

l'uomo e lo zen

L’uomo che vive lo Zen è denominato da Osho come “Uomo Nuovo”. Ha diverse caratteristiche, non dei superpoteri, anzi, è un uomo del tutto ordinario. Potresti incontrarlo ovunque… o quasi!

Le caratteristiche dell’Uomo Nuovo:

  • Vive nell’amore: Osho ci insegna che il perno della vita di qualsiasi individuo è l’Amore e l’Uomo Nuovo non fa certo eccezione! E’ un uomo generoso, disponibile, amorevole con il prossimo e con gli esseri viventi. Irradia la gioia di vivere, durante qualsiasi attività che svolge, ciò lo porta a vivere costantemente in uno stato di beatitudine.
  • Vive nel “non-sapere”: Il “non-sapere” non significa che è ignorante! Il “non-sapere” è qui intenso come una sorta di “innocenza”, una dimensione in cui non esiste né “cultura” né “ignoranza”. L’Uomo Zen è comunque in uno stato di conoscenza, perché con la mente sgombra dal sapere vede il mondo attraverso gli occhi di un bambino. Ogni piccola cosa acquista perciò valore, un valore inestimabile.
  • Vive nel presente: L’Uomo Nuovo è in continua ricerca esistenziale nelle piccole cose e vive il presente, solo questo conta. Non si perde in ricordi passati e non getta il suo tempo in previsioni future. Tutte le sue energie sono concentrate sul momento presente.
  • Vive nella “ricerca del Vero”: Egli è umile, un “nessuno”, una “non-entità” e questo lo distingue dalla folla di persone megalomani che (purtroppo) popolano il mondo. Si pone sul gradino più basso della conoscenza, e con estrema umiltà riesce a cogliere la “verità” della realtà meglio di chiunque altro.
  • Vive “alla giornata”: Lascia che le cose accadano senza fermarsi ad analizzare ogni avvenimento o situazione. L’analisi diventa sempre un ostacolo, perché ci sono dei processi esistenziali che se vengono analizzati si bloccano. Dobbiamo immaginare gli avvenimenti della vita come un corso d’acqua che scorre. La mente invece, mettendo in moto la sua analisi dei fatti, è come una diga artificiale, la quale blocca il naturale muoversi dell’acqua. L’Uomo Zen lo sa’ ed evita qualsiasi pensiero concernente i fatti, vivendo “alla giornata”.
  • Vive nella soddisfazione: Egli è soddisfatto di ogni cosa che fa, di ogni giornata di sole, di ogni fiore che sboccia, della “normalità” insomma. Non corre dietro a nessun desiderio, nessun’ambizione ma è completamente appagato e soddisfatto della sua quotidianità. Lascia da parte le lamentele e lo scontento traendo una buona dose di positività anche nelle cose più sgradevoli che possono capitargli.

Osho a questo proposito ci regala una delle sue perle (a mio parere) più preziose:

“Non aggrapparti al benché minimo scontento, a nulla che ti provochi insoddisfazione: sono cose che persistono solo perché ci si aggrappa. Apri le tue mani chiuse a pugno e lascia che gli uccelli dell’insoddisfazione volino via”

Osho in Ventidue chiavi per riscoprire te stesso


Conclusione

In questo articolo spero di essere riuscita a farti conoscere meglio Osho e a spiegarti cosa sia lo Zen. Un esercizio interessante potrebbe essere quello di “imitare” l’Uomo Zen.

Mi rendo conto che tanti atteggiamenti appartenenti all’Uomo Nuovo non sono per nulla facili da assumere ma ti invito comunque a provare a mettere in pratica il più possibile della visione Zen. Ciò gioverà non solo a te in prima persona, ma anche a chi ti sta intorno.

In brevissimo tempo potrai vedere i risultati! Comportandoti come un Uomo Zen otterrai di riflesso la percezione di essere più amato e considerato. Riuscirai ad apprezzare di più le “piccole cose” della vita e tutto ciò concorrerà nel farti “accettare la quotidianità” con maggiore serenità.

Provare per credere! Aspetto i tuoi commenti!

PS: Se vuoi approfondire Osho e lo zen ti consiglio i seguenti libri:


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Grazie e namaste! 😀


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*Immagini da Bigstock e da Oshophotos.com

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