La fisiologia dello yoga ed il corpo energetico: i corpi sottili, le nadi ed i chakra

Quante volte hai partecipato ad una lezione di yoga e hai sentito la parola chakra senza che questo argomento venisse approfondito? Che cosa significa questo termine sanscrito? In che modo il sistema dei chakra è collegato con il nostro benessere? Che funzione svolgono? Come possiamo attivarli? E in che modo hanno a che fare con i canali energetici e i corpi sottili?

Se hai letto il mio ultimo articolo sul rilassamento nello yoga, ricorderai che ti avevo promesso che avrei scritto un articolo per approfondite la fisiologia dello yoga ed il corpo energetico.

E finalmente eccolo qua!

Perciò se ti interessa l’argomento, mettiti comodo perché questo post è ricco di informazioni. In particolare imparerai cosa sono i corpi sottili, cosa sono i prana vayu, le caratteristiche dei chakra e come si può lavorare su di essi per riequilibrarli.

Buona lettura.

Il corpo energetico e la fisiologia dello yoga.

corpo energetico fisiologia yogaVorrei iniziare con una citazione di Anodea Judith, che ha scritto numerosi e interessantissimi libri sui chakra, che ti consiglio vivamente di leggere.

Ho letto per la prima volta un suo libro nel 1997, quando aspettavo il mio secondo figlio, e già allora era una delle più note studiose dell’argomento.

Ora è il momento.
Il corpo è il veicolo.
La consapevolezza è il conducente.
Lo yoga è la chiave.
I chakra sono la mappa.

La fisiologia dello yoga è basata sull’esistenza e sul funzionamento dei corpi sottili e del corpo energetico che contiene a sua volta le nadi ed i chakra.

Ma andiamo a vedere un argomento alla volta.

I corpi sottili dell’uomo

Con il termine corpo sottile si intende ogni tipo di struttura extracorporea, che comunque convive con la struttura fisica, e che si può ritrovare in ogni essere vivente, senza eccezioni.

I corpi sottili sono costituiti dai kosha, che sono degli involucri, che a loro volta si trovano contenuti negli sharira, ed insieme creano una paradigma completo per descrivere l’essere umano e il processo di evoluzione.

corpi sottili yogaIl riferimento ai kosha (involucri) appare per la prima volta in forma scritta nella Taittrya Upanishad, che risale a circa 3000 anni fa.

I kosha vengono presentati attraverso la narrazione della storia di un ragazzo, Bhirgu, che chiede a suo padre, Varuna, di aiutarlo a conoscere Brahman, il significato ultimo della realtà. Il padre lo guida attraverso varie esperienze di meditazione finchè il ragazzo è in grado di comprendere: l’uomo è formato da materia, energia, pensiero ed emozioni, saggezza ed intuizione e, in ultimo, beatitudine divina.

Vediamoli insieme:

  • Shtula sharira: significa grossolano, indica il corpo fisico e contiene due involucri. E’ considerato il veicolo per il viaggio della realizzazione del Sé
    • Annamaya kosha: anna vuol dire cibo, rappresenta il corpo; si riferisce a tutti i sistemi fisici del corpo, ai cinque elementi e ai tre dosha
    • Pranamaya kosha: prana significa energia o forza vitale, nella tradizione orientale è considerata reale e tangibile; comprende il respiro, i pranavayus, le nadi e i chakra
  • Sukshma sharira – significa sottile, indica ciò che non può essere visto né sentito, contiene due involucri che rappresentano due aspetti specifici della mente
    • Manomaya kosha: contiene la mente stimolo-risposta e tutti gli istinti che l’essere umano condivide con gli animali, è la mente collegata all’azione; include il sistema nervoso autonomo e le parti del cervello come l’ipotalamo, associato alle emozioni.
    • Vijnanamaya kosha: è la facoltà della consapevolezza cosciente , saggezza intuitiva e discriminazione; serve da ponte fra l’inconscio e la mente supercosciente
  • Karana sharira: significa causa, è il corpo causale, dove sono archiviati gli schemi più profondi e le informazioni su noi stessi che determinano i nostri comportamenti e il modo in cui funzionano gli altri corpi. Questi schemi si formano nel corso della vita, delle vite precedenti e sono condizionati dagli schemi di comportamento culturali, sociali e familiari. Quando le credenze di base sono orientate alla coscienza unitaria il risultato è un enorme benessere. Quando invece sono orientate alla separazione il risultato sarà uno squilibrio in tutti i corpi. Contiene un solo involucro:
    • Anandamaya kosha: ananda significa beatitudine e rappresenta lo stato di pace perfetta e di appagamento che sperimentiamo quando siamo allineati con l’unità.

Per saperne di più sul corpo energetico, andiamo a vedere anche cosa sono i prana vayus.

I prana vayus ( i soffi vitali)

All’interno del corpo umano circola costantemente il prana, l’energia vitale, e secondo i testi che trattano la fisiologia dello yoga i “diffusori” o “generatori” di questa energia sono appunto chiamati Vayu, cioè soffi vitali.

Questi prana vayus sono descritti nella Chandogya Upanishad come aperture verso il mondo celeste e sono 5:

  1. Apana vayu è localizzato nell’area che va soffi vitali yogadall’ombelico alla pianta dei piedi, principalmente intestino e basso addome. La sua funzione è la rimozione delle impurità dal corpo.
  2. Samana vayu è localizzato principalmente nell’addome e negli organi di digestione. La sua funzione è il metabolismo della materia e la produzione di energia.
  3. Prana vayu è localizzato nella cavità toracica e coopera con i sistemi circolatorio e respiratorio.
  4. Udana vayu è localizzato nell’area della gola e della testa, comprende anche il sistema nervoso centrale e gli organi di senso. Le sue funzioni sono collegate al pensiero, alla cognizione, al parlare e alla bocca in generale.
  5. Vyana vayu è localizzato nelle estremità, comprende anche i nervi, le vene e le arterie che si trovano nelle estremità. La sua funzione è di distribuire calore, prana, nutrienti ed ossigeno nelle estremità.

Ora invece andiamo a scoprire cosa sono le nadi.

Le nadi

le nadi nello yogaQueste sono una vera e propria rete di canali energetici intercomunicanti (da nad che significa scorrere). Questo sistema è costituito da diversi canali principali e da una infinità di canali minori che tendono progressivamente ad assottigliarsi.

Si dice che siano circa 72.000, di cui 14 più importanti e 3 le principali.

La spina dorsale ha un ruolo primario sia nel funzionamento del corpo fisico che nella circolazione delle energie sottili perché vi scorrono le nadi principali

Queste sono:

  • Ida  chiamata anche Chandra nadi (canale lunare) o fiume Gange: corre lungo il lato sinistro della colonna e termina nella narice sinistra; regola il sistema nervoso parasimpatico, le funzioni di rigenerazione e gli aspetti “femminili”.
  • Pingala – chiamata anche Surya nadi (canale solare) o fiume Yamuna: corre lungo il lato destro della colonna vertebrale e termina nella narice destra; regola il sistema nervoso simpatico, energizza le funzioni e gli aspetti “maschili”.
  • Sushumna – si estende dal chakra basale lungo la colonna vertebrale e termina nel chakra della corona, la Porta del Brahman. Essa viene anche chiamata il canale di fuoco o o fiume Saraswati. Equilibra e trascende il sistema nervoso, integrando gli aspetti maschili e femminili.

Gange, Yamuna e Saraswati sono i tre fiumi sacri dell’India; Gange e Yamuna sono fiumi reali mentre Saraswati è un fiume che scorreva sulla terra nei tempi antichi.

Ida e Pingala si avvolgono come un’elica, trasportando l’energia una verso l’alto e l’altra verso il basso, mentre Sushumna è diritta, e costituisce un asse che collega il centro del Cielo con il centro della Terra, passando attraverso il nostro asse,la colonna vertebrale.

All’interno dell’individuo, le nadi si incrociano in vari punti formando così i chakra. I principali sono disposti lungo la colonna vertebrale nei punti in cui si intersecano Ida e Pingala.

Ida, Pingala e Sushumna s’incontrano invece nel chakra fra le sopracciglia dove s’intrecciano e i tre fiumi, Gange, Yamuna e Saraswati confluiscono in un’unica corrente. Quando Ida e Pingala hanno raggiunto lo stato di equilibrio, l’energia sottile Kundalini risale lungo l’asse centrale fino al chakra della corona (Sahasrara), la porta verso l’Assoluto da cui veniamo.

Ed eccoci finalmente ai chakra, una delle parole più conosciute e, allo stesso tempo, più  sconosciute dello yoga :-).

I chakra

Cosa sono i chakra

cosa sono i chakraAltri elementi che fanno parte del corpo energetico e che è importante conoscere quando si pratica yoga, sono i chakra.

Essi sono centri di energia che ricevono, immagazzinano, trasformano e distribuiscono l’energia vitale attraverso il corpo ad una serie di frequenze diverse.

L’energia di ogni chakra ha un tema specifico. Questi temi sono organizzati lungo una gerarchia evolutiva dei bisogni umani, cominciando dall’istinto di sopravvivenza ed evolvendo verso la trasformazione spirituale. Ma lungo il viaggio incontriamo, ne incontriamo altri come i bisogni di procreazione, socializzazione, altruismo, comunicazione e intuizione.

I chakra sono quindi archetipi di trasformazione potenziale ad ogni livello del nostro essere.

Questo potenziale latente è rappresentato dal fiore di loto, che è un simbolo dei chakra, che affonda le radici nel fango e si dischiude manifestando bellezza, purezza e fragranza.

Ogni chakra corrisponde a uno dei sistemi dell’organismo (l’apparato escretore, riproduttivo, digestivo, circolatorio, respiratorio e cognitivo) e ai relativi organi. Essi rappresentano insomma stati di consapevolezza, stadi di sviluppo della vita, elementi archetipici, funzioni del corpo, colori, suoni e molto molto di più.

I chakra si evolvono naturalmente durante un lungo periodo di tempo nel corso della crescita complessiva dell’individuo. Il periodo di maggiore attivazione di ogni singolo chakra dura mediamente sette anni: da zero a sette Muladhara, da otto a quattrodici Swadhisthana….

Questo però non significa che i sette tipi di energia non siano tutti presenti nello stesso momento; quello che cambia è la predominanza. Ogni chakra infatti, rappresenta un’area della nostra vita da esplorare, integrare e trasformare.

Se un chakra, a causa dell’ambiente, dei traumi subiti o di un’alimentazione scorretta, non è riuscito a svilupparsi adeguatamente nell’età che gli è confacente, le successive fasi della vita continueranno a risentire di qualche carenza o squilibrio a livello di quel chakra. Infatti, ogni chakra forma le fondamenta per il chakra successivo e i temi centrali di sviluppo di ogni chakra devono essere soddisfatti per poter soddisfare le intenzioni dei chakra che seguono.

Dunque, per sentirsi davvero bene, per sperimentare armonia, serenità, benessere e amore, è necessario che tutti i chakra, senza eccezioni, risultino aperti e perfettamente funzionanti.

Dove si trovano i chakra

Nei testi più antichi ne sono menzionati ottantamila. Ciò significa che non esiste una sola particella infinitesimale del nostro corpo che non funzioni come organo di ricezione, trasformazione e trasmissione dell’energia sottile.

I sette principali, Muladhara, Swadhistana, Manipura, Anahata, Vishudda, Ajna, Sahasrara – corrispondono ai gangli nervosi che escono dalla colonna.

Quali sono le loro caratteristiche

il-sistema-dei-chakra
In questo articolo non è possibile esplorare le caratteristiche specifiche di ogni singolo chakra perché mi dovrei dilungare troppo, ma presto pubblicherò altro materiale al riguardo.

Per ora, spero ti accontenterai di conoscere le principali funzioni relative ad ognuno:

  • Muladhara: funzioni relative alla sopravvivenza, al radicamento e
    all’eliminazione;
  • Swadhistana: funzioni relative alla procreazione, all’intimità, alla riproduzione;
  • Manipura: funzioni relative al lavoro, al potere personale, alla digestione;
  • Anahata: funzioni relative all’amore incondizionato, al perdono, alla circolazione;
  • Vishuddha: funzioni relative ai discorsi, alla parola, ai sensi e al sistema immunitario;
  • Ajna: funzioni relative alla saggezza, alla visione interiore, al sistema nervoso centrale;
  • Sahasrara: funzioni relative all’ unità, alla libertà, all’illuminazione;

Gli esercizi yoga per i chakra

Gli asana, i pranayama e i mudra della pratica yogica lavorano, oltre che sul corpo fisico, anche sul corpo energetico. In ogni pratica quindi si stimola anche l’attivazione dei chakra.

In linea di massima:

  • tutti gli esercizi che comportano piegamenti, torsioni e tensioni della colonna sono finalizzati a sgombrare i canali energetici da eventuali blocchi e ad allargarne la portata;
  • le posizioni di equilibrio agiscono positivamente sulle due polarità dell’energia;
  • le posizioni che richiedono una significativa attivazione dei muscoli delle gambe risvegliano Muladhara chakra;
  • le posizioni di apertura delle anche attivano Swadhistana chakra;
  • le posture che implicano una contrazione dell’addome attivano Manipura chakra;
  • le posizioni di apertura del torace attivano Anahata chakra;
  • le posizioni rovesciate (a testa in giù) oppure ad arco (che prevedono l’appoggio sulle spalle) inviano il prana verso i chakra superiori, dove spontaneamente, almeno per quanto riguarda l’uomo comune, si fatica ad accedere.

Se ti può interessare qui puoi trovare l’elenco delle posizioni yoga, ogniuna spiegata in dettaglio.

Lavorare con i chakra

Ogni chakra è caratterizzato da un colore, da un suono, da un elemento, una pietra, un profumo. Quindi, per una questione di risonanza ed armonia, guardare un colore, udire un suono, tende a risvegliare ed equilibrare il chakra corrispondente.

Assume così un significato più profondo la scelta dei colori degli abiti che indossiamo e dell’arredamento della nostra casa. Anche ascoltare musica, cantare e danzare acquistano un significato diverso. Il canto, ad esempio, attiva Vishudda chakra.

La musica e la danza, a seconda del ritmo e degli strumenti, agiscono su chakra diversi. Sempre per esempio, la musica orientale attiva Swadhistana chakra. Immergersi nella natura e sperimentare gli elementi tende ad equilibrare il sistema dei chakra.

Una delle attività più efficaci consiste nella meditazione sui singoli chakra. Altre efficaci tecniche di intervento sono Reiki, Aura Soma, Shiatzu.

Spero che questo articolo di introduzione alla fisiologia dello yoga ti sia utile e sia uno stimolo ad approfondire questo argomento, così vasto e affascinante. Se ti è piaciuto condividilo nel tuo social preferito che per me è una bellissima ricompensa per il lavoro fatto.

Grazie.

*Articolo scritto da Micaela Jorio

**Immagini tratte da Google Immagini  

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  • yliharma

    Bell’articolo, avevo una gran confusione a parte il discorso sui chakra che conoscevo!
    C’è un refuso nell’ultima immagine: sono invertiti manipura e muladhara…

    • Andrea Pascale

      Grazie Yliharma per avermelo fatto notare! L’immagine ora è stata aggiusta.

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