Antigravity yoga, aerial yoga o yoga in volo?

Nella guida per scegliere lo stile di yoga giusto ho parlato di numerosi tipi di yoga tradizionali come ad esempio l’Iyengar, l’Ashtanga, l’Anusara, lo yoga della risata, ma ce n’è uno che particolarissimo che si differenzia da tutti gli altri in quanto non si pratica sul tappetino.

Sto parlando dell’Antigravity yoga, uno stile che ti permette letteralmente di volare! 🙂

Conosciuto anche come yoga in volo o aerial yoga è una pratica in cui si usa un’amaca e si sta la maggior parte del tempo sollevati da terra.

Se ancora non l’hai provato e vuoi saperne di più su questo stile particolarissimo ti consiglio di leggere questo articolo dove Micaela, insegnante certificata, ti spiegherà tutte le caratteristiche, perché è chiamato in questi 3 modi, come si svolge una tipica classe, alcune controindicazioni da tenere a mente ed anche i grandi benefici che dona ad ogni praticante.

Buona lettura.

Come mi sono avvicinata a questo tipo di yoga

Antigravity YogaLa prima volta che ne ho sentito parlare, dopo tanti anni di pratica di hatha yoga tradizionale, ho storto un po’ la bocca e ho pensato che fosse l’ennesima trovata commerciale che univa la parola yoga a una cosa qualsiasi con l’unico scopo di vendere di più.

Però la curiosità ha avuto la meglio sulla diffidenza e così, quando ho avuto l’occasione di ospitare presso il mio centro yoga a Sutri (VT) un seminario di antigravity yoga, ne ho approfittato per provarlo.

A dire la verità, l’insegnante era davvero brava e l’esperienza è stata molto piacevole e intensa, anche se la pratica, nonostante l’impiego di alcune asana, non era così vicina alla pratica yogica.

In ogni caso, l’utilizzo delle amache mi aveva affascinato ed ero assolutamente consapevole delle potenzialità di questo strumento anche nella pratica di uno yoga più tradizionale, così ho deciso di informarmi meglio.

Ho fatto una ricerca su Internet utilizzando le parole chiave antigravity yoga e aerial yoga, che avevo sentito usare come sinonimi ed ho scoperto che non si tratta di uno stile solo ma di 3 stili con tante cose in comune ma anche con qualche piccola differenza.

Differenze tra antigravity yoga, aerial yoga e yoga in volo

Anche se la pratica è molto simile questi tre stili sono considerati differenti perché hanno un diverso brevetto. Andiamo a vederli uno per uno.

Antigravity yoga

Christopher Harrison antigravity yogaL’ Antigravity è una società avviata nel 1991 a New York, fondata dal ginnasta e ballerino Christopher Harrison, per continuare a sperimentare il suo amore per i salti e le prese, una volta terminati gli anni in cui si è dedicato alle competizioni.

Il suo stile unisce il potere atletico con la creatività della danza. Il team di Antigravity è stato così un pioniere nelle arti aeree.

Christopher ha unito tutta la sua esperienza creando in un metodo brevettato che è conosciuto in tutto il mondo come Antigravity fitness.

Nel 2007, ha lanciato l’Antigravity Yoga. Ha anche un programma di Restorative Antigravity Yoga.

Considerato il suo background, forse la mia impressione di una pratica più atletica che yogica, non era poi tanto lontana dalla realtà. Devo sottolineare però che la mia opinione si basa su poche ore di pratica e quindi non necessariamente corrisponde alla verità.

Un po’ per questa prima impressione, parzialmente corroborata da quanto letto sul sito, un po’ per il fatto che la formazione si svolge principalmente all’estero, la mia ricerca continua.

Aerial yoga

Michelle Dortignac aerial yogaSecondo quanto affermato nel loro sito, Unnata Aerial Yoga è l’evoluzione della tradizione yogica.

Unnata Yoga offre un autentico yoga con il supporto di amache in tessuto morbido e adatto alla pratica per esplorare, raffinare e praticare in maniera più avanzata le asana tradizionali, sia in aria che a terra.

Si pratica yoga contrastando la gravità per rilassare e riallineare il corpo, mantenendo comunque saldi gli obiettivi propri dello yoga di essere concentrati ed accedere alla propria dimensione spirituale.

La fondatrice è Michelle Dortignac, con più di 20 anni di esperienza nell’insegnamento dello yoga, nella pratica della meditazione, nel movimento e nelle arti aeree.

Per saperne di più su questo yoga specifico puoi consultare questo libro oppure sullo yoga più tradizionale questa raccolta di libri.

Ecco, già le parole utilizzate nel loro sito mi incuriosiscono di più, mi fanno venire voglia di approfondire ulteriormente e mi fanno pensare di avere trovato quello che fa al caso mio, ma anche in questo caso la formazione si svolge solo all’estero.

Finalmente, mi ricordo di aver conosciuto allo Yoga Festival a Roma, due insegnanti italiane che praticavano e insegnavano.

Continuano le mie ricerche e così riesco a trovare l’unica scuola certificata e registrata in Italia per la formazione di istruttori di Yoga in Volo.

Yoga in Volo

yoga in volo praticaE’ un sistema ideato da Elisa Cerrone e Guendalina Stefani, insegnanti rispettivamente di yoga e di pilates, riconosciuto dal CONI.

Secondo le loro stesse parole, caratteristica dello Yoga in Volo è che, pur guardando al futuro, rimane fedele agli insegnamenti degli antichi Maestri dell’India, luogo in cui Elisa ha studiato e ha visto aspiranti Swami praticare con attrezzi molto simili appesi al soffitto, come tessuti, corde ed anelli.

Lo yoga in volo è movimento in sospensione. La sospensione è la condizione di ciò che è sollevato da terra, interruzione del contatto con il suolo, per staccarsi verso l’aria. È la condizione degli uccelli, degli angeli, degli aquiloni, del sogno.

Ho trovato! Detto fatto, mi iscrivo al corso di formazione, che si conclude con il conferimento di un attestato di istruttore di Yoga in Volo, vidimato dal CONI.

Una pratica fatta con le amache…

amache antigravity yogaCome avrai già capito questi 3 stili hanno in comune una pratica fatta con le amache.

Lo so che stai pensando all’amaca che metti l’estate nel giardino ;-), non è vero? Beh, mi dispiace deluderti ma le amache utilizzate per fare yoga sono leggermente differenti :-).

Sono delle amache particolari con un’ampia metratura di tessuto elastico, morbido e allo stesso tempo resistente, che vengono appese al soffitto in due punti. Queste possono essere fissate su delle travi con sistemi di aggancio mutuati dall’alpinismo: daisy chain, speciali fettucce che permettono di variare la distanza da terra delle amache, e moschettoni.

Le amache possono essere fissate al soffitto anche usando dei fisher ad espansione.

Queste amache permettono al praticante di restare in aria per tutto il tempo che si vuole e di fare cose che a terra non sarebbe facile fare. Basta pensare alle inversioni per esempio.

Le inversioni hanno innumerevoli effetti benefici sia sul corpo che sulla mente, ma per farle a terra bisogna avere un po’ di esperienza e sopratutto non è facile starci al lungo. Grazie alle amache invece puoi facilmente fare delle inversioni e riuscire a “vedere il mondo da una diversa prospettiva” per molto più tempo.

Una tipica lezione

La pratica yoga fatta con le amache non è molto differente dalla pratica di yoga sul tappetino. Ecco le diverse fasi di una tipica lezione di yoga in volo.

  1. Raccoglimento: si inizia con un breve raccoglimento, seduti nell’amaca come se fosse un bozzolo, per prendere contatto con il proprio respiro e prendere le distanze dalla routine quotidiana, per trovare la concentrazione necessaria per praticare con consapevolezza. Da subito sperimentiamo una delle particolarità dello Yoga in Volo: la sensazione di essere accolti, sostenuti, protetti dal tessuto, la possibilità di lasciarsi andare con fiducia.
  2. Riscaldamento: nella pratica tradizionale ci si riscalda solitamente con il saluto al sole, invece quando si è appesi in aria si eseguono una serie di movimenti lenti per riscaldare le varie parti del corpo e per poter lavorare nelle asana più impegnative in tutta sicurezza. In questa fase l’amaca viene utilizzata in modo simile a quello in cui viene utilizzata la sbarra nella danza, con la particolarità che l’amaca è mobile, quindi accompagna il nostro movimento, rendendolo più intenso e richiedendo l’attivazione dei muscoli addominali, dorsali e dei glutei per stabilizzare la postura.
  3. La pratica delle asana. Questa è la fase più varia, in cui si sperimentano tutte le possibilità offerte dall’amaca. Quando utilizziamo l’amaca negli esercizi a terra, il lavoro muscolare è più intenso. Quando lavoriamo in sospensione, sfruttiamo la forza di gravità a nostro vantaggio, decomprimendo la colonna vertebrale e le articolazioni. L’amaca allo stesso tempo ci permette di provare con minore sforzo posizioni più impegnative e fa allenare in maniera più intensa le fibre muscolari.
  4. Il rilassamento finale: sdraiati nell’amaca, in sospensione, completamente abbandonati. Anche in questo caso, il tessuto morbido e accogliente, facilita il rilassamento profondo, aiutandoci a seguire le istruzioni dell’insegnante in tal senso.

Spesso, l’insegnante sfrutta le possibilità rilassanti dell’essere distesi nell’amaca e, durante la fase silenziosa, passa a cullare dolcemente gli allievi.

Avrai capito da solo che, a parte gli aspetti fisici e muscolari, lo Yoga in Volo ha forti implicazioni emotive: ci aiuta a sperimentare l’abbandono, ci insegna ad avere fiducia, ci permette di sentirci leggeri e aggraziati.

Inoltre, ha anche un aspetto ludico: ci fa tornare un po’ bambini mentre oscilliamo nel Fly o ci cimentiamo in una capriola.

I nomi sono diversi ma i benefici sono li stessi

Anche se i nomi di queste tre tipi di yoga sono diversi la pratica è molto simile e di conseguenza anche i benefici che si sperimentano sono gli stessi.

  • Possiamo praticare posizioni di antigravity yoga inversioneinversione senza la compressione della spina dorsale o del collo; il che rende molto più agevole stare a testa in giù anche a chi è in sovrappeso o ha tensioni nel collo e nelle spalle.
  • Ci aiuta a sviluppare la forza della parte superiore del corpo, dal momento che utilizziamo molto anche le braccia;
  • Nelle inversioni e nelle posizioni in cui usiamo l’amaca come una sbarra, ci permette di allungare in maniera più profonda la zona lombare;
  • Ci aiuta a mantenere più a lungo alcune asana;
  • Ci permette di migliorare l’equilibrio;
  • Ci consente di raggiungere un perfetto allineamento della colonna vertebrale durante l’esecuzione delle asana;
  • Ci mette nella condizione di apportare una maggiore quantità di ossigeno al cervello, grazie alla possibilità di praticare numerose inversioni;
  • E’ un arma molto efficace contro lo stress.

Se vuoi saperne di più su come lo yoga puoi migliorarti la vita puoi leggere anche questo articolo.

Controindicazioni dell’Antigravity, l’Aerial e dello yoga in volo

Effettuare una pratica sospesi in aria può essere di grande beneficio, ma proprio a causa di questa condizione e delle continue inversioni che si fanno, ci sono alcune precauzioni da tenere a mente.

Perciò evita di praticare o parlane prima con un esperto se soffri di:

  • Pressione alta
  • Glaucoma
  • Gravidanza
  • Infortuni al collo
  • Disturbi cardiaci
  • Epilessia
  • Problemi agli occhi

Alcuni consigli se vuoi iniziare

Se sei incuriosito da questa pratica e vuoi iniziare a fare questo tipo di yoga, ecco alcuni consigli che sicuramente ti saranno utili per le prime lezioni.

L’abbigliamento innanzitutto deve essere:

  • Comodo per permettere di fare qualsiasi movimento;
  • Aderente per evitare l’attrito con il tessuto;
  • Deve coprire i punti dove c’è maggiore contatto con l’amaca come le caviglie, le ascelle e la base della schiena;
  • Una cosa che devi assolutamente evitare sono le cerniere, i bracciali, le collane e gli orologi perché potrebbero rompere il delicato e costoso tessuto;
  • Evita anche i calzini perché ostacolano i movimenti;

Inoltre è importante:

  • Praticare assolutamente a stomaco vuoto;
  • Evitare una pratica troppo intensa e sopratutto le inversioni se hai il ciclo.

Alla fine sono raccomandazioni da tenere a mente se inizi a fare qualsiasi tipo di yoga.

Differenze con altri stili di yoga

Oltre all’uso delle amache ci sono anche altre differenze con altri stili di yoga più tradizionali.

  • Innanzitutto il ritmo della lezione è differente. Nella maggior parte dei stili di yoga una lezione è costruita prima crescendo di intensità e poi diminuendo, mentre nello yoga in volo l’intensità è soggetta a maggiori variazioni per non rimanere per troppo tempo a testa in giù.
  • Come già accennato in precedenza ci sono molte più inversioni e vengono mantenute più a lungo.
  • Anche il rilassamento finale viene fatto nell’amaca che in questo caso funge da letto e ci aiuta a rilassarci più profondamente.
  • In questo tipo di pratica di solito non vengono praticati mudra e pranayama che spesso vengono utilizzati in altri tipi di yoga più tradizionale.

Conclusioni

Come ti ho spiegato dettagliatamente in questo articolo, anche se l’Antigravity yoga, l’Aerial yoga e lo yoga in volo sono chiamati con nomi diversi in fondo la pratica è molto simile. In tutti gli stili vengono usate delle amache elastiche che permettono di eseguire gli asana in aria ed i benefici che si sperimentano sono tuttavia gli stessi.

Per scoprire invece altri stili di yoga puoi leggere questa guida.

Se ti è piaciuto questo articolo e se ti è stato utile per saperne di più su questo argomento condividilo sui social. E’ un piccolo favore che a te non costa nulla ma per me è una piccola soddisfazione per il lavoro fatto.

Grazie 🙂

*Articolo scritto da Micaela Jorio

**Immagini tratte da Google Immagini

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