Allungamento muscolare: super flessibili praticando yoga

Ti è mai è capitato di restare a bocca aperta vedendo un’insegnante di yoga fare dei stupendi piegamenti?

E sicuramente ti sarai chiesto: come riesce a fare quelle posizioni mentre io invece mi tocco a malapena le caviglie?

Come ha fatto ad arrivare ad avere quell’allungamento muscolare?

Lavorando sodo posso arrivarci anche io? Quanto tempo ci vorrà?

Sono tutte domande che, sia praticanti di yoga che non, si chiedono spesso e raramente hanno delle risposte esaurienti.

In questo articolo analizzerò dettagliatamente il concetto di allungamento muscolare e ti darò numerosi consigli su come cambiare il concetto di flessibilità corporea e quindi migliorare la tua pratica quotidiana, fino ad arrivare a superare i tuoi limiti fisici con grande soddisfazione.

L’idea di allungamento muscolare

idea di allungamento muscolare

L’idea occidentale di flessibilità che tutti noi abbiamo, è che essa è solo un prodotto dell’allungamento.

Tendiamo a pensare che il nostro corpo è come un materiale duro che possiamo manipolare nel tempo per renderlo più flessibile.

Questo è un atteggiamento sbagliato e soprattutto competitivo che spesso causa delle lesioni quando si pratica.

Gli asana, se praticati con uno spirito di competitività ed ego, possono diventare un atto di violenza nei confronti del tuo corpo.

Al contrario, dovrebbero essere sempre praticati ascoltando il proprio corpo, senza mai pensare ad essere competitivi.

Lo stato del corpo nel momento della pratica è influenzato da un insieme numeroso di fattori: stanchezza, stress, pratica passata, stile di vita, altri sport praticati, anatomia, fisiologia, etc…

E’ proprio per questo che bisogna sentirlo e capire dove può arrivare in quel momento.

Non importa assolutamente se gli altri sono più flessibili, con il tempo, con la determinazione e con una pratica yoga costante arriverai anche te ad un incredibile allungamento muscolare.

Tutti i fattori che influenzano lo stato del corpo influenzano anche la sua flessibilità e bisogna tenerne conto quando si pratica.

Oltre a questi però, bisogna tener conto anche di un altro fattore che spesso nella pratica ci dimentichiamo: la nostra mente.

Essa, se usata bene, nello yoga può farci fare cose incredibili e ci può dare un grande vantaggio nel nostro allungamento muscolare.

Nel corso di questo articolo vedremo come.

Ora andiamo a vedere un argomento importantissimo nello yoga: che cosa è la propriocezione, come influenza la flessibilità del corpo e cosa bisogna fare per migliorarla.

La propriocezione e come sconfiggerla

fusi neuromuscolari organo tendieno del golgi flessibilità yogaLa propriocezione è intesa come il senso di posizione e di movimento degli arti e del corpo che si ha, escludendo la vista.

Il nostro corpo è pieno di recettori che agiscono come veri e propri sensori. I più importanti fra questi sono i fusi neuromuscolari gli organi tendinei del golgi.

Questi sensori, agendo come degli allarmi,  ci aiutano ad evitare danni nei nostri tessuti e governano il range di movimenti che possiamo compiere o no.

La ragione per la quale non puoi fare una spaccata o, ad esempio, una perfetta Padottanasana o anche Uttanasana (piegamento in avanti da seduti) è perché il tuo corpo, dovendosi adattare alle tue attività quotidiane, si è autoimposto dei limiti per i tuoi movimenti.

Se tenti di superare questi limiti, intesi come veri e propri sistemi di sicurezza,  il tuo sistema nervoso bloccherà i muscoli e non ti farà andare avanti in quanto lo percepisce come un possibile danno.

Queste risposte corporee però possono essere manipolate grazie alle potenti tecniche di visualizzazione e di concentrazione che spesso durante la pratica ci dimentichiamo.

Eccone una molto semplice che puoi provare immediatamente.

  1. Alzati in piedi e dai un calcio in aria davanti a te cercando di arrivare il più alto possibile.
  2. Ora chiudi gli occhi e visualizza la tua parte lombare nella tua mente, sopratutto l’osso sacro. Pensa che esso diventi molto più pesante come se fosse fatto di piombo. Prenditi del tempo e focalizza la tua attenzione su questo.
  3. Adesso apri gli occhi e dai un altro calcio.

La prima volta che feci questo la mia gamba arrivò minimo 10cm più in alto del precedente tentativo, restando piacevolmente stupito.

Cosa è successo? Cosa hai fatto? Perché?

Usando l’immaginazione hai esteso i limiti entro il quale potevi fare quel movimento.

Successivamente, quando lo sei andato ad eseguire, il corpo pensava che il limite era quello nuovo imposto dalla mente e non quello precedente imposto dal corpo.

In poche parole hai ingannato il tuo stesso corpo e, grazie all’immaginazione, il tuo limite di allungamento muscolare è stato superato.

Ovviamente questo non significa che in un giorno puoi arrivare a fare qualsiasi posizione e a fletterti come dei praticanti esperti.

Assolutamente no.

Questo atteggiamento mentale può aiutarti nel migliorare la tua flessibilità giorno dopo giorno, ma deve andare di pari passo con una pratica quotidiana costante.

Senza la costanza non arriverai a nessun risultato.

Bene, ora che sai che cosa è la propriocezione e come è coinvolta nell’allungamento muscolare andiamo a vedere cosa sono i muscoli sinergici e come possiamo usarli per migliorare la flessibilità corporea.

Muscoli sinergici e come lasciarsi andare

muscoli sinergici allungamento muscolare yogaSai che qualsiasi posizione nello spazio che assumi dipende tutto da più muscoli che lavorano insieme?

Sembra un concetto molto scontato ma non ci si pensa mai.

Tutto è una perfetta sinergia che permette ad un muscolo antagonista di rimanere completamente rilassato e, nello stesso tempo, permette al muscolo opposto di restare contratto.

Questo semplice meccanismo è la base di tutto i movimenti del nostro corpo.

Vediamolo meglio con un esempio:

Prendiamo in mano un libro abbastanza pesante, o comunque qualsiasi oggetto che per essere sollevato richiede un minimo sforzo. Ora tenendo il libro su una mano lungo il corpo e senza muovere il gomito, alzalo e portalo vicino alla spalla. Noterai che il bicipide (che in questo caso è il muscolo agonista), flettendosi si contrae e permette l’innalzamento del libro, cosa fin qui ovvia.

Cosa invece che non è tanto scontata è che questo muscolo, per fare correttamente il suo lavoro, deve lavorare direttamente con il tricipide (in questo caso il muscolo antagonista), il quale deve rimanere passivo. Se il tricipide non si rilassasse completamente il bicipide non potrebbe alzare il libro.

Con questo esempio semplice si può capire come tutti i nostri movimenti sono governati dall’azione di muscoli agonisti-antagonisti che lavorano in stretta sinergia.

Squilibri tra i muscoli sinergici oggigiorno sono molto più comuni di quello che si pensa. Questi causano molto spesso blocchi corporei ed i più comuni possiamo individuarli nelle spalle, nella schiena, nei fianchi, e nella parte superiore delle gambe, tutte zone sulle quali lo yoga pone una grande attenzione.

Di solito in qualunque posizione che si assume, yoga e non, contrarre il muscolo agonista è una cosa molto semplice per noi, invece lasciare andare quello antagonista è sempre più difficile.

Portando l’attenzione mentale in quella parte del corpo su cui vogliamo lavorare, puoi far lavorare meglio i muscoli agonisti e far rilassare di più gli antagonisti.

Sembra strano e con nessuna spiegazione scientifica ma, il semplice fatto di portare l’attenzione su una determinata zona, o meglio ad un determinato muscolo, può provocare il rilascio del blocco.

Oltre a portare l’attenzione nella zona specifica che intendi allungare, è fondamentale utilizzare la respirazione yogica. Senza quest’ultima è molto più difficile rilassare e allungare qualsiasi parte del corpo.

Se sei arrivato a questo punto hai già fatto un grande passo avanti: da una pratica centrata sull’ego e sulla competizione, sei passato ad osservare e sentire il tuo corpo. Successivamente, facendo un lavoro mentale e sulla respirazione, sei arrivato a focalizzare la mente in una zona specifica per lasciarla andare e quindi favorire l’allungamento muscolare.

Se vuoi conoscere tutti i muscoli che sono coinvolti in ogni posizione yoga ti consiglio ti leggere questo libro. A me ha aiutato moltissimo per conoscere l’anatomia coinvolta in ogni asana e mi ha permesso di migliorare la mia pratica.

Essere testimoni

Fino a che proviamo a cambiare noi stessi per mezzo dell’ego, rimarremo sempre rigidi e legnosi proprio come una mente egocentrica, dalla quale le nostre azioni si generano.

Cerchiamo di iniziare ad osservare il nostro corpo come se fossimo dei testimoni, è solo allora che possiamo vedere dei miglioramenti che mai immaginavamo possibili.

Tutta la pratica dello yoga, dagli asana alla meditazione, è un opportunità di realizzazione personale. Quando iniziamo a identificarci con il Sè e non pensare più ai propri limiti fisici del corpo, abbiamo appena fatto il nostro primo passo verso lo yoga.

Se continui a praticare efficacemente, questo cambiamento prima o poi succederà, e inizierai a vedere enormi miglioramenti sulla flessibilità ed acquisterai un grande allungamento muscolare che ti permetterà di arrivare a fare qualsiasi posizione.

Un consiglio per i principianti

essere pazienti

Se hai iniziato a fare yoga da poco tempo non ti preoccupare se non riesci ad eseguire qualche posizione. E’ del tutto normale ed è successo a tutti noi praticanti quando abbiamo iniziato.

Tutte le posizioni dello yoga dovrebbero essere considerate come traguardi da raggiungere e non come partenze.

Sono movimenti che il corpo non è abituato a fare e gli serve del tempo per abituarsi. E poi molti muscoli che sono coinvolti nelle posizioni yoga non sono mai usati nella vita quotidiana e perciò sono molto deboli. Occorre molta pratica per risvegliarli e per rafforzarli.

Quindi il più grande consiglio che ti posso dare è di essere paziente. Lo so che a volte è frustrante perché si vorrebbero vedere i risultati subito, ma lo yoga non è come molte altre attività in cui se faccio X ottengo Y.

E’ una disciplina olistica in cui misurare il concetto di guadagno non è positivo.

Pratica serenamente mettendoci il massimo impegno e prima o poi i risultati arriveranno.

Se hai iniziato da poco tempo a fare yoga e vuoi imparare a praticare correttamente, ti consiglio di leggere EasyYoga, la guida dove ho inserito tutti i principi base dello yoga che ti permetteranno di praticare semplicemente ed efficacemente.

Conclusioni

In questo articolo ti ho spiegato come l’uso dei muscoli antagonisti e delle tecniche di visualizzazione mentale ti possono aiutare a migliorare la tua pratica.

Ora sta a te aprire il tappetino e praticare.

Naturalmente tutto parte da una pratica costante. Senza questa, nessuna tecnica ti sarà d’aiuto, e difficilmente vedrai dei grandi risultati. Se invece metterai il massimo impegno nella pratica e cercherai di fare yoga quotidianamente i benefici che sperimenterai andranno ben oltre il semplice allungamento muscolare.

Se questo articolo ti è stato in qualche modo utile per la tua pratica personale condividilo sul tuo social network preferito così sarà d’aiuto anche ad altri praticanti che vogliono diventare più flessibili. Puoi farlo utilizzando i pulsanti di seguito.

Grazie e buona pratica. 

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*Immagini tratte da Google Immagini

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