L’alimentazione nello yoga: perché essere vegetariani?

Dopo l’ultimo articolo dove ti ho spiegato accuratamente l’attegiamento ideale per fare qualunque asana nel modo corretto, oggi ti parlerò di un altro argomento che ritengo importantissimo nello yoga: l’alimentazione.

Risponderò ad un quesito che a mio parere ogni praticante si dovrebbe porre: perché essere vegetariani se si pratica yoga?

Non solo risponderò esaurientemente a questa domanda, ma ti darò anche numerosi spunti di riflessione su cui riflettere a lungo. Spero che ti aiuteranno per crescere personalmente e per fare delle scelte migliori.

Come tutti gli articoli di AtuttoYoga anche questo è piuttosto lungo e dettagliato, quindi se per caso sei di fretta salvalo nei preferiti e leggilo con più calma quando puoi. Altrimenti mettiti comodo e buona lettura.

Che cosa hanno in comune lo yoga ed il vegetarianismo?

yoga alimentazione vegetarianaPer un nuovo praticante che ha da poco scoperto lo yoga, il fatto di essere vegetariani e questa disciplina non hanno in comune un bel niente.

Come fanno le posizioni si fanno ad essere collegate alla dieta senza carne?

Ammetto che le prime volte che frequentavo una classe di yoga non riuscivo a capire quale fosse il nesso tra le due cose, mi ci è voluto del tempo per capire il tutto.

Questa è una domanda che viene fatta spessissimo in uno studio di yoga e per poter dare una risposta appropriata bisogna andare un po’ in profondità, ecco perché magari se hai iniziato a fare yoga da poco tempo non capisci il collegamento.

La maggior parte delle persone pensa che lo yoga sia solo l’esecuzione delle posizioni che vengono insegnate nelle classi.

Non è così.

Gli asana, ovvero le posizioni, sono solo una delle molte pratiche dello yoga, ma non l’unica. Altri esempi sono il pranayama, la meditazione, lo yama etc. 

La risposta alla precedente domanda si trova in un testo classico di questa disciplina, gli Yoga Sutra di Patanjali (recensiti qui). Qui viene descritto un piano accurato di 8 rami (Raja Yoga) che, se seguito con dedizione, porta alla liberazione del praticante.

Il primo passo da fare nel cammino è lo yama.

Il ramo dello yama racchiude 5 regole etiche su come comportarsi verso gli altri e che uno yogi dovrebbe seguire.

Queste sono:

  • Ahimsa non violenza
  • Satya sincerità, verità
  • Asteya non rubare
  • Brahmacharya = castità, contenimento sessuale
  • Aparigraha = non avidità

Patanjali non parla esplicitamente di una dieta vegetariana, ma grazie a questi 5 principi etici da seguire possiamo dedurre che la dieta vegetariana e lo yoga sono strettamente correlati.

Anche molti maestri hanno insegnato che il cibo vegetariano è importantissimo se si pratica yoga. Questa è una celebre frase detta da Pattabhi Jois, il fondatore dell’Ashtanga Yoga.

Sempre quest’ultimo, nel suo libro Yoga Mala, spiega che se una persona non è vegetariana non è in grado di apprendere correttamente lo yoga, in quanto troppo rigida non solo nel corpo ma anche nella mente.

Infatti lui inizialmente non insegnava ai studenti occidentali a causa del loro consumo di carne. Solo negli ultimi 20 anni della sua vita decise di aprire le porte anche agli stranieri, a patto che fossero vegetariani però.

Perché essere vegetariani secondo lo yoga?

Gli yama sono importantissimi in quanto ci dicono come dobbiamo comportarsi verso gli altri. Secondo Patanjali attraverso la pratica di questi 5 principi possiamo cominciare a purificare i nostri corpi.

Ora andrò ad esaminare ciascuno di essi e ti spiegherò come ognuno è legato alla alla dieta vegetariana.

Tutte le volte che userò il termine vegetarianismo faccio riferimento al veganismo che dal mio punto di vista è un vegetarianismo più rigido e soprattutto molto più etico.

Ahimsa

perché essere vegetarianiAhimsa in sanscrito significa non violenza. Con questo si intende di assumere un atteggiamento pacifico e che non provochi nessun violenza, non solo verso gli altri ma anche verso noi stessi.

Come si può praticare ahimsa se si danneggiano quotidianamente altre creature viventi ed il pianeta stesso?

Molta della violenza che c’è nel mondo sfortunatamente è fuori il nostro controllo e non possiamo fare niente per evitarla, ma possiamo evitare di causare sofferenza ogni volta che mangiamo.

Per ben 3 volte al giorno possiamo decidere. Se nelle nostre azioni c’è ahimsa, allora non provocheranno nessun tipo di dolore nel futuro. Se vogliamo vivere in un mondo meno violento, allora bisogna che per primi diamo l’esempio noi.

Ci sono molti motivi perché una persona può praticare yoga, ma il fine ultimo è sempre la ricerca della libertà e della felicità.

Ma come si possono ottenere se le nostre azioni sono la causa della schiavitù degli animali e della privazione della loro libertà e felicità?

Perciò la prima cosa da fare per essere in pace con se stessi  è smettere di provocare violenza e infelicità nella vita degli altri.

Satya

allevamenti intensivi polli“Se la gente sapesse la verità su quanto vengono trattati male gli animali nelle imprese agricole moderne, se la gente sapesse come queste creature sono immobilizzate e confinate per tutta la loro vita, se la gente sapesse quanto grave e inarrestabile è la crudeltà che questi animali sono costretti a sopportare , ci sarebbe del cambiamento. Ma troppi di noi scelgono di guardare dall’altra parte, per tenere il velo a posto, per rimanere incoscenti e preda della catalessi culturale. In quel modo siamo più a nostro agio. Quel modo è conveniente. In quel modo non dobbiamo rischiare troppo. Così è come teniamo noi stessi addormentati.” John Robbins in Voci della food revolution. Puoi guarire il tuo corpo e il tuo mondo. Con il cibo!

In sanscrito Satya significa verità e questo termine viene citato nel 36° sutra del 2° pada.

Quando non si inquina con le bugie un discorso, le parole dette vengono ascoltate e hanno un effetto positivo e immediato.

Purtroppo basta guardarci intorno per renderci conto che tutto quello che gira intorno all’industria degli animali è un’enorme menzogna. Al consumatore finale non viene mai detto da dove viene realmente il cib0. Sugli spot pubblicitari, sui cartelloni e sulle etichette ci fanno sempre vedere degli animali che pascolano in un campo verde, in ampi spazi ed in compagnia dei loro piccoli.

La verità sfortunatamente è un altra.

Essi sono confinati in gabbie dove non sono nemmeno in grado di muoversi, malnutriti in modo eccessivo in modo da poter crescere il più possibile nel minor tempo, molti non vedono neanche la luce del giorno se non solo durante il trasporto verso il macello ed i piccoli vengono strappati via alle mamme subito dopo la nascita. Queste sono solo alcune cose che succedono in un allevamento intensivo.

Tutto questo ci viene nascosto con delle grandi bugie.

Inoltre le industrie spendono anche delle cifre pazzesche di denaro per pubblicità ingannevoli, per nasconderci la verità che c’è dietro e per continuare a farci credere ipocritamente che mangiare carne sia naturale e salutare.

Vuoi essere parte di questo sistema o iniziare un piccolo cambiamento che parta da te?

Grazie alla dieta vegetariana puoi iniziare questo mutamento. Mettere in pratica satya significa fare un primo piccolo passo verso la fine di questo sistema basato sulla menzogna.

Se vuoi saperne di più sul cibo, sulle industrie degli animali e quello che c’è dietro gli allevamenti intensivi vai a questo articolo: I migliori documentari sul cibo di sempre.

Asteya

non rubare asteya yogaIn sanscrito questa parola significa non rubare ed appare nel 37° sutra del secondo pada. 

Quando una persona smette di rubare agli altri, la prosperità mentale, materiale e spirituale arriva.

Sicuramente ti starai domandando cosa c’entra il non rubare con essere vegetariani, vero?

Quando si rinchiude un animale in un allevamento non è forse un furto della sua libertà? E quando se ne uccide uno, sbaglio o gli si sta rubando la vita stessa?

Molti pensano che mangiare carne sia normale solo perché è stato fatto da sempre, ma questo non significa che sia giusto. Anche lo sfruttamento, la schiavitù e le guerre ci sono da sempre, ma queste sono giuste?

Quando si mangia carne si ruba la vita ad un altro essere vivente semplicemente per ragioni egoistiche. Questo piccolo gesto ha delle conseguenze molto più grandi a cui spesso non si pensa minimamente.

Inoltre secondo me quando non si è vegetariani si contribuisce in qualche modo ai problemi di denutrizione che ci sono nel mondo. In qualche modo è come rubare alle persone che ne hanno bisogno.

Sai quanti chili di cereali ci servono per produrre solo mezzo chilo di carne? Ben 9 chili.

Immagina se solo una parte della popolazione mondiale si convertisse al vegetarianismo quanti cereali ci sarebbero in più per la gente che ne ha veramente bisogno.

Grazie alla pratica di asteya si può definitivamente smettere di rubare la vita e la libertà agli animali.

Brahmacharya

Brahmacharya alimentazione yogaQuesto termine può essere tradotto come castità e lo ritroviamo nel 38° sutra del secondo pada. La sua tradizione é questa:

Quando una persona non fa uso improprio dell’energia sessuale, ottiene una vitalità duratura che si manifesta con la buona salute.

Questo sutra può essere collegato al vegetarianismo in quanto tutti gli animali che si trovano negli allevamenti intensivi sono continuamente sfruttati sessualmente. Pratiche come la castrazione, la manipolazione genetica, le gravidanze forzate, l’inseminazione artificiale e l’abuso dei piccoli sono tutte cose che avvengono quotidianamente.

Tutte le femmine che devono produrre latte sono immobilizzate a terra con dei tubi attaccati, sono nutrite con dosi massicce di ormoni che gli fanno crescere le mammelle a dismisura e per non bastare sono continuamente fecondate per procreare continuamente. Dopo tutto questo, quando non riescono più a fare il loro dovere, vengono portate al macello.

Dall’altra parte invece i maschi che sono adatti alla fecondazione vengono sfruttati al massimo per donare sperma, mentre tutti gli altri vengono castrati. Inutile dire la loro fine quando non sono più utili per la riproduzione.

Ho voluto riportare solo 2 esempi per mostrarti come l’abuso sessuale degli animali avviene e di come tutto questo va contro le leggi della natura causando sofferenze atroci.

Aparigraha

non avidità ciboQuesto termine compare nel 39° sutra del secondo pada e significa non avidità. La traduzione del sutra è la seguente:

La conoscenza del perché siamo nati si ottiene quando si diventa altruisti e si è liberi dell’avidità di possedere.

Se ci pensiamo bene molti dei problemi che ci troviamo ad affrontare oggigiorno sono causati proprio dall’avidità dell’uomo. Basta riflettere un attimo sulle cause dei grandi problemi che tormentano da sempre l’uomo come guerre, inquinamento, schiavitù e molti altri.

Che cosa è la causa principale?

Il volere sempre di più, il non accontentarsi, l’eccessivo sfruttamento, la troppa avidità, il desiderio di arricchirsi continuamente, il consumismo….

E anche nei confronti degli animali l’avidità non manca.

Li sfruttiamo al massimo perché sono considerati veri e propri prodotti. Per guadagnarci sempre di più, sono nutriti con cibi carichi di ormoni, per crescere più velocemente, e alimenti completamente estranei alla loro dieta per ingrassare il più possibile. Inoltre per risparmiare non si guarda in faccia a niente, dolore, sporcizia, malattie, spazio, maltrattamenti etc.

Per non parlare poi dello svuotamento degli oceani che è in atto da molti anni. Siamo arrivati al punto che il pesce nel mare scarseggia e con il tempo sarà sempre meno. Molti non lo sanno, ma la maggior parte del pesce che finisce nei nostri piatti è allevato con l’acquacoltura e non pescato.

Tutto questo è causato solo da una cosa: l’avidità dell’uomo.

Cerchiamo di fare quel poco che possiamo contro tutto questo e di assumere una dieta vegetariana.

Grazie allo yoga, alla pratica della non avidità e al vegetarianismo puoi fare un primo grande passo verso un futuro migliore non solo per gli animali ma anche per il pianeta stesso.

Il cibo secondo lo yoga

cibo vegetariano yogaPer quanto riguarda il cibo nello yoga esiste un concetto molto semplice che deriva dalla scienza ayurvedica, vale a dire al concetto dei guna: tamas, rajas, e sattva. 

Queste sono le 3 qualità o manifestazioni della natura che possiamo trovare in tutto l’universo, sia macro che micro, e possono essere ritrovate anche nel cibo:

  • Cibo tamasico: questo è caratterizzato da pesantezza, è difficile da essere digerito e da tutto ciò che è fritto. Appartengono a questa categoria la carne e derivati, pesce e frutti di mare, uova, funghi, fritti, alcol, aglio, cipolla, l’aceto, formaggi e cibi non freschi (aglio e cipolla sono messi in questo gruppo in quanto agitano la mente e rendono difficile la meditazione).
  • Cibo rajasico: è invece caratterizzato da ciò che fornisce energia, che dona calore e da ciò che eccita. Appartengono a questo tipo di alimentazione il caffè, gli zuccheri raffinati, il thè, bevande dolci e cioccolata.
  • Cibo sattvico: questo invece è ciò che è leggero, puro, facilmente digeribile, senza effetti eccitanto o surriscaldanti e privo di spezie pesanti. Esempi sono cereali integrali, semi e frutta secca, olio d’oliva, verdura e frutta secca, germogli e legumi.

Il cibo giusto secondo lo yoga è quindi quello “sattvico“, che fornisce alla mente ed al corpo un’energia di alta qualità. Un alimentazione quindi che favorisce la pratica della meditazione e dello yoga.

Però ricordati che a seconda dell’uso un tipo di cibo può cambiare le sue caratteristiche. Per esempio il cibo rajasico può diventare sattvico se si vive in luoghi particolarmente freddi, ed il cibo sattvico invece può diventare tamasico se si mangia troppo.

Anche la moderazione nel cibo è importantissima nello yoga. 

Una regola tradizionale afferma questo: ogni volta che si mangia metà dello stomaco dovrebbe essere occupato dal cibo, un quarto dall’aria e l’ultimo quarto dall’acqua.

Infine ti ricordo che non si dovrebbe mangiare un pasto completo se non 3 o 4 ore prima della pratica. Inoltre, se si può, è consigliato far passare almeno circo 30 minuti prima di mangiare dopo la pratica.

Conclusioni

Essere vegetariani  è una scelta ed uno stile di vita che senza dubbio permette  di progredire enormemente nella pratica dello yoga. Questa decisione però deve venire da dentro e per arrivare a questo è necessaria una profonda riflessione interiore.

In questo articolo io ho espresso il mio punto di vista su questo argomento e non è ne giusto ne sbagliato, è solo una mia opinione. Comunque spero che questo post possa essere uno spunto di riflessione che ti porti a fare delle scelte migliori per te stesso e per il mondo che ci circonda.

Prima di salutarti ti consiglio 3 libri che sono ottimi se vuoi approfondire il tema dell’alimentazione nello yoga:

Se invece stai cercando una guida per iniziare a fare yoga semplicemente e correttamente, dai un’occhiata aEasyYoga, la guida per cominciare questo percorso nel migliore dei modi.

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*Immagini tratte da Google Immagini e video da Youtube

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